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giovedì 7 giugno 2012

Verso euro 2012: Polonia

STORIA

La Polonia disputò la sua prima partita ufficiale il 18 dicembre 1921, sconfitta 1-0 a Budapest dalla nazionale magiara. Da allora non furono certo molte le soddisfazioni calcistiche di un paese rovinato dall'invasione di Hitler il 1/09/1939 e falcidiato dalle fatiche di una guerra lunga ed estentenuante che gli fu imposta senza possibilità di replica e contrariamente ai patti ed ai giochi delle alleanze che lo volevano paese neutrale e territorio internazionale.
A prima della seconda guerra mondiale risale la prima partecipazione ad un mondiale: era il 1938, la nazionale polacca fu eliminata agli ottavi di finale dal fortissimo Brasile, dopo una partita carambolesca terminata 6-5.
L'unica vittoria di un torneo da parte della nazionale polacca risale al 1972: l'oro alle Olimpiadi di Monaco di Baviera fece gioire un'intera nazione.
Circa quaranta anni di silenzio separano il campionato del mondo del 1938 da quello in Germania ovest nel 1974: furono eliminati in semifinale dai padroni di casa della Germania che si dice innaffiarono il campo prima della partita per contrastare la velocità degli avversari. Nella finalina per il terzo posto la nazionale polacca battè a sorpresa il Brasile, salendo meritatamente sul podio. Da annotare anche la partecipazione ai mondiali del 1978, eliminati però nella prima fase.
Il 1982 è un anno storico per la Polonia calcistica: giunse terza ai mondiali spagnoli, sconfitta solo dall'Italia futura campione del mondo, grazie ad uno strepitoso Zbigniew Boniek, autore in particolare di una storica tripletta contro il Belgio.
Due argenti olmpici a Montréal nel 1976 e a Barcellona nel 1992 rappresentano gli ultimi risultati di spessore raggiunti, infatti solo nel 2002 la Polonia tornò a disputare un mondiale e solo nel 2008 avrebbe giocato il suo primo europeo, eliminata al primo turno.

IL CAMMINO VERSO EURO 2012

La polonia parteciperà ad euro 2012 in quanto nazione ospitante.
E' stata inserita come testa di serie nel girone A con Repubblica Ceca, Russia e Grecia, un girone non particolarmente duro, abbastanza equilibrato che potrebbe riservare un passaggio ai quarti per gli idoli di casa, ma personalmente vedo molto difficile anche il passaggio del primo turno nonstante la nazionale polacca possa vantare giocare importanti come Szczesny, portiere dell'Arsenal, Obraniak, centrocampista del Bordeaux e la coppia del Borussia Dortmund Blaszczykowsy-Lewandowski.

I RISULTATI AGLI EUROPEI

euro 2008: I gir. Germania-Polonia 2-0
II gir. Austria-Polonia 1-1
III gir. Polonia-Croazia 0-1

>>FEDE

mercoledì 30 maggio 2012

Verso euro 2012: Spagna

STORIA

La "Furia Roja", attualmente campione d’Europa e del Mondo in carica, si trova al vertice della classifica FIFA. Le suddette sono le vittorie più prestigiose, assieme all’europeo del ’64, che la nazionale spagnola ha conseguito dal 1920 ad oggi.


Sorse nel 1920, in occasione della partecipazione ai giochi olimpici di Anversa: esordì il 28 agosto dello stesso anno al La Butte di Bruxelles contro la Danimarca vincendo per 1-0 con gol di Patricio, che divenne primo marcatore della storia della sua Nazionale

Nel 1921 la Spagna disputò la prima partita internazionale in casa, battendo il Belgio 2-0 a Bilbao

Non partecipò ai Mondiali del 1930, ma fece il suo esordio nella competizione soltanto ai Mondiale del 1934, dove raggiunse i quarti di finale, venendo sconfitta 1-0 dall'Italia nella gara di ripetizione, dopo che il primo incontro si era concluso 1-1.


Nel Mondiale del 1950 ottiene il suo migliore risultato, un quarto posto. Dopo un periodo di crisi la Spagna si qualificò all'Europeo del '60. Dopo aver superato il primo turno e aver battuto per 7-2 la Polonia agli ottavi di finale, la Spagna si rifiutò per motivi politici, su pressione del dittatore Francisco Franco, di competere contro l'URSS, che fu la vincitrice di quell'edizione.

La prima vittoria di spicco avvenne nel campionato europeo del 1964, giocato in casa, la Spagna poteva contare su una grande squadra, composta, tra gli altri, da Luis Suarez (militante all’epoca nella" Grande Inter " del Mago Herrera ) . Quella compagine, che nelle qualificazioni aveva superato Romania, Irlanda e Irlanda del Nord, eliminò in semifinale la temibile Ungheria battendola per 2-1 e conquistò il primo trofeo della storia calcistica spagnola sconfiggendo l'URSS per 2-1 nella finale di Madrid davanti a 125.000 persone che gremivano il Santiago Bernabeu

Dal 1966 al 1980 la nazionale spagnola attraversò un periodo buio. Con la partenza del condottiero Josè Villalonga la Spagna entrò in una fase caratterizzata da prestazioni altalenanti e deludenti, un quindicennio che vide gli iberici assenti da tutte le competizioni internazionali, ad eccezione del campionato d'Europa 1968.

Il Mondiale 1982 si giocò proprio Spagna e per la prima volta nella storia del torneo vide la partecipazione di 24 squadre. Malgrado le grandi aspettative riposte sulla nazionale di casa, le Furie Rosse non riuscirono a lasciare il segno.


Nel 1984 le Furie Rosse raggiunsero in maniera rocambolesca la finale del campionato d’Europa dove trovarono la Francia, guidata da Michel Platinì. Malgrado la vittoria francese per due marcature a zero, la Spagna ottenne il secondo miglior risultato di sempre sotto la guida di Miguel Munoz. Lo stesso portò, la nazionale iberica, alla qualificazione mondiale nell’86 venendo poi eliminata dal Belgio ai quarti e all’Europeo dell’88 dove non supero neppure la fase a gironi.



Negli anni ’90 sotto diverse guide tecniche del calibro di Luis Suarez, Vicente Miera e Javier Clemente la Spagna raccolse ben poche vittorie: solamente una medaglia d’oro nel 1992, cui seguirono eliminazione ai quarti sia nel Mondiale ’94 che in Euro ’96. A France ’98, raggiunse l’apice dei risultati negativi con un pessimo mondiale senza ottenere neppure il passaggio del girone eliminatorio (risultato eclatante data la presenza di giocatori del valore di Fernando Hierro, Luis Enrique, Fernando Morientes e Raul).

A EURO 2000 vinse il girone e approdo ai quarti di finale dove venne eliminata ancora una volta dalla Francia, che la batté per 2-1. Raúl fallì un rigore negli ultimi minuti del match.

La Spagna si qualificò molto facilmente per il campionato del mondo 2002 e fronteggiò nel gruppo B  Slovenia, Paraguay e Sudafrica. La squadra di Camacho cominciò per il verso giusto, battendo per 3-1 Slovenia e Paraguay e confermandosi nell'ultima partita contro il Sudafrica (3-2). Vinto il girone con nove punti, agli ottavi di finale affrontò l'Irlanda in una partita emozionante e combattuta. Ai quarti contro i padroni di casa della Corea del Sud allenati dall'esperto Guus Hiddink, che agli ottavi avevano eliminato l'Italia con un golden goal ( siglato dal famoso Ahn che poi venne cacciato dal Perugia del mitico presidente Gaucci), la Spagna fu eliminata ai rigori dopo lo 0-0 dei 120 minuti di gioco. Tuttavia non mancarono gli episodi in cui la Corea del Sud parve favorita dall'arbitro, due gol regolari annullati agli spagnoli.


Ai Mondiali di Germania del 2006 (vinti dai nostri azzurri!), guidata da Luis Aragonés fu inserita nel gruppo H con Ucraina, Arabia Saudita e Tunisia. Dopo aver disputato un ottimo primo turno (9 punti su 9 disponibili), fu eliminata negli ottavi di finale dalla Francia (1-3 il risultato finale), confermatasi bestia nera degli iberici nelle manifestazioni ufficiali.

Il 2008 si apre un periodo di successi per le Furie Rosse. Al campionato d'Europa 2008,la Spagna domina su tutti con una formazione che è una delle migliori di sempre per la qualità, fantasia e forza fisica. Perfetto mix tra veterani e giovani affermati (i vari Puyol,Fabregas, Xavi, Torres, Sergio Ramos, David Silva David Villa) guidata dai gol di David Villa, la formazione di Aragonés vinse il proprio raggruppamento davanti a Russia, Svezia e Grecia con tre vittorie, qualificandosi per i quarti di finale, dove batté l'Italiadopo i calci di riogre e in semifinale ebbe la meglio ancora contro i russi, battuti nettamente per 3-0. Nella sua prima finale dopo 24 anni affrontò la Germania e vinse per 1-0 grazie al gol di Fernando Torres,tornò a vincere il torneo dopo 44 anni di attesa.

Il centrocampista Xavi fu eletto miglior giocatore del torneo e l'attaccante David Villa fu capocannoniere con 4 gol. La vittoria in campo europeo issò la Spagna al primo posto della Classifica mondiale della FIFA del luglio 2008.


Nel 2010 replica la serie di successi qualificandosi al Mondiale Sudafricano sotto la Guida di Vicente del Bosque ( allenatore molto esperto e quadrato). L’avventura comincia con una sconfitta rimediata dalla Svizzera, che verrà poi dimenticata con i successi su Honduras (doppietta David Villa) e sulla sorpresa Cile del Loco Bielsa e di Alexis Sanchez ( David Villa e Iniesta).



Superato il girone le Furie Rosse eliminano Portogallo, Paraguay e Germania (sempre col risultato 1-0) grazie alle reti di Villa (2) e Puyol. Approda in finale contro gli oranje (Olanda), guidati dai vari Snejider, Robben, Van Persie, Kuyt, Van Bommel contro i quali vince ancora per una rete a zero (siglata da Iniesta a 4 minuti dallo scadere dei supplementari) conquistando così il suo primo Titulo mondiale

La nazionale spagnola diventa così la prima nazionale in assoluto capace di centrare il double Coppa d'Europa-Coppa del mondo (nell' ordine) nel giro di due anni.

IL CAMMINO VERSO EURO 2012

La nazionale spagnola sarà la prima avversaria dei nostri Azzurri il prossimo 10 Giugno; oltre all’Italia il gruppo C comprende anche Irlanda e Croazia. Ha ottenuto la qualificazione vincendo otto partite su otto, segnando 26 reti e subendone 6, a conferma dell’ottimo status di salute e della macchina quasi perfetta che la rende ad oggi una delle pretendenti al titolo europeo.

I campioni del mondo in carica si presenteranno (stando alle ultime indiscrezioni e totoconvocazioni) con una rosa molto competitiva , la cui ossatura è basata essenzialmente da giocatori di Barcellona e Real Madrid (non è una novià!) con qualche innesto di lusso proveniente dal campionato inglese.

Le novità partono con le grandi assenze, quella dello storico capitano ( sia della nazionale che del Barca) Charles Puyol e quella del cannoniere David Villa ( recordman con i suoi 51 goal in nazionale con i quali ha superato un signore nominato Raul Gonzalez Blanco) entrambi per infortunio. Particolarmente grave l’ingiuria che ha subito l’attaccante (rottura tibia e perone) che ha tenuto e terrà " El Guaje" lontano dai campi di gioco ancora per un po’.

I volti nuovi o quasi saranno Jordi Alba ( Valencia) centrocampista, Javi Martinez ( Athletic Bilbao) possente centrocampista centrale di 1,93m, Juanfran (attaccante dell’Athletico) e Alvaro Negredo (8 presenze e 5 goal) dal Siviglia.

Consolidato sarà il trio di portieri, composto da Iker Casillas, Pepe Reina e Victor Valdes.

Il reparto difensivo, depauperato del capitano, non mancherà di forza ed esperienza con Sergio Ramos, Gerard Pique, Alvaro Arbeloa e Raul Albiol.

Il centrocampo è il punto di forza di questa nazionale con le geometrie di Xabi Alonso, la fantasia di David Silva (metronomo dei neo-campioni d’Inghilterra) ed Iniesta, la classe di Fabregas e Xavi da Barcellona e la corsa di Jesus Navas - Santi Cazorla. Completano il reparto centrale Sergio Busquets e Javi Martinez.

Il reparto offensivo avanzato è composto dai colossi Alvaro Negredo, Fernando LLorente (in forza all’Athletic Club de Bilbao, con il quale ha disputato una stagione eccellente) simili per caratteristiche fisiche. Oltre a loro," El Nino" Torres sarà l’uomo da cui guardarsi. Da quando è approdato al Chelsea non si è mai riconfermato come aveva fatto al Liverpool e all’Athletico Madrid, eccetto qualche recente lampo isolato; sarà Euro 2012 la sua resurrezione??

Juanfran (Athletico), Juan Mata fresco di vittoria della Champions League( Chelsea) e Pedro Rodriguez(Barcellona) sono gli altri tre attaccanti (esterni) convocati da Del Bosque.

A mio avviso è una rosa insuperabile a centrocampo con un collettivo davvero completo, ma che vede gli esterni di difesa e l’attacco privo di un vero bomber i punti deboli (se così possiamo e vogliamo definirli!).

Saranno ancora carichi e affamati di vittorie dopo il Mondiale 2010 e l’Europeo 2008 oppure si presenteranno a pancia piena, spocchiosi dei loro risultati facendo una pessima figura???

Riusciranno quindi a difendere il titolo ???

 

Si accettano scommesse! Io scommetto sulla resurrezione di Torres

http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3DwwmmahlzBs4%26feature%3Drelated&h=PAQFKH8yQ

RISULTATI DELLA SPAGNA AGLI EUROPEI

euro '64: SF Spagna-Ungheria 2-1 dts
F Spagna-URSS 2-1

euro '80: I gir. Italia-Spagna 0-0
II gir. Belgio-Spagna 2-1
III gir. Spagna- Inghilterra 1-2

euro '84: I gir. Spagna-Romania 1-1
II gir. Spagna-Portogallo 1-1
III gir. Germania Ovest-Spagna 0-1
SF Danimarca-Spanga 1-1 (4-5 dcr)
F Francia-Spagna 2-0

euro '88: I gir. Danimarca-Spagna 2-3
II gir. Italia-Spagna 1-0
III gir. Germania Ovest-Spagna 2-0

euro '96: I gir. Spagna-Bulgaria 1-1
II gir. Francia-Spagna 1-1
III gir. Romania-Spagna 1-2
QF  Spagna-Inghilterra 0-0 (2-4 dcr)

euro 2000: I gir. Spagna-Norvegia 0-1
II gir. Slovenia-Spagna 1-2
III gir. Jugoslavia-Spagna 3-4
QF Spagna-Francia 1-2

euro 2004: I gir. Spagna-Russia 1-0
II gir. Grecia-Spagna 1-1
III gir. Portogallo-Spagna 1-0

euro 2008: I gir. Spagna-Russia 4-1
II gir. Svezia-Spagna 1-2
III gir. Grecia-Spagna 1-2
QF Spagna-Italia 0-0 (4-2 dcr)
SF Russia-Spagna 0-3
F Germania-Spagna 0-1

Andrea G.

martedì 22 maggio 2012

Verso Euro 2012: ITALIA


La storia

Nonostante siano la seconda potenza calcistica dopo il Brasile per numero di mondiali vinti, gli Azzurri hanno storicamente uno scarso feeling con i Campionati Europei. Scorrendo la lista dei risultati dell’Italia agli Europei, balzano all’occhio le tante, troppe mancate qualificazioni: su 13 edizioni, L’Italia ha disputato la fase finale sette volte (c’è da sottolineare però che dal 1960 al 1976 si qualificavano alla fase finale solo le prime quattro squadre). Per trent’anni l’approccio degli Azzurri agli Europei è stato senza mezze misure: spesso non si qualificavano (clamorosa l’eliminazione del 1984 quando l’Italia campione del mondo in carica concluse il girone di qualificazione con una sola vittoria in otto partite), ma quando lo facevano finivano sistematicamente (tre volte su tre, tra cui lo storico successo del 1968) tra le prime quattro. Dal 1996 con l’allargamento a 16 squadre gli Azzurri non hanno mai mancato una fase finale, ma con risultati abbastanza deludenti, se si eccettua la sfortunata finale del 2000.

L’unica squadra italiana capace di cogliere l’alloro continentale fu la nazionale di Ferruccio Valcareggi che nel 1968 risorse a sorpresa da quello che fu uno dei periodi più neri della storia del calcio italiano per poi arrendersi due anni dopo al mundial messicano soltanto di fronte all’invincibile Brasile di Pelé. Quell’anno l’Italia si qualificò per la prima volta alle semifinali battendo Romania e Svizzera nel girone e la Bulgaria ai quarti. Negli anni ’60 il calcio italiano, con Milan e Inter, aveva svolto un ruolo da assoluta protagonista in Coppa dei Campioni. La nazionale però arrivava da anni di insuccessi e dalla clamorosa eliminazione ad opera della Corea del Nord negli ultimi mondiali inglesi. In ogni caso potevamo contare su grandi giocatori: Albertosi e Zoff tra i pali, Burgnich e Facchetti in difesa, e poi De Sisti, Lodetti, Anastasi, Bulgarelli, Domenghini, Rivera, Mazzola, Riva, Prati. L’Italia venne scelta per ospitare la fase finale e poi sorteggiata in semifinale contro la corazzata sovietica. Fin da subito la fortuna arrise agli azzurri: la partita con i sovietici rimase bloccata sullo 0-0 per 120 minuti. Tutto si risolse con il sorteggio, e la monetina ci fu favorevole. In finale L’Italia andò subito sotto per un gol del fuoriclasse slavo Dzajic. Gli Azzurri, ancora a secco di gol fino a quel momento, subirono l’iniziativa della Yugoslavia e sembrarono incapaci di reagire ma a dieci minuti dal 90° arrivò il pareggio di Domenghini. Ancora una volta i supplementari non servirono a rompere la parità. La partita fu ripetuta due giorni dopo e la Yugoslavia crollò sotto i colpi degli Azzurri che dimostrarono una tenuta fisica nettamente superiore agli avversari e vinsero 2-0. 

Purtroppo quel trionfo era destinato a rimanere l’unico. L’Italia dovette aspettare di organizzare di nuovo la manifestazione per disputare un’altra fase finale: nel 1980 fu però il sorprendente Belgio a soffiarci la finale e gli Azzurri chiusero quarti. Nel 1988 subimmo poi la “vendetta” dei sovietici in semifinale, vent’anni dopo il fatale lancio della monetina. Anche dal 1996 in poi sono arrivate solo delusioni: l’eliminazione al primo turno, poi la beffa francese nella finale del 2000 giunta al termine di un torneo strepitoso giocato dagli Azzurri di Zoff, “il biscotto” tra svedesi e danesi che ci estromise dal torneo nel 2004. Per arrivare all’ottimo Europeo della squadra di Donadoni di quattro anni fa, interrotto solo ai calci di rigore contro i futuri campioni della Spagna.


Il cammino verso Euro 2012

L’Italia si è qualificata agevolmente agli europei di Polonia e Ucraina dominando il gruppo C con otto vittorie e due soli gol subiti in dieci partite. I risultati incostanti di Serbia e Slovenia, considerate inizialmente le favorite per la lotta al secondo posto, hanno dato via libera agli Azzurri che non hanno mai visto in discussione il primato nel girone e hanno permesso all’outsider Estonia di strappare una storica qualificazione ai play-off con soli 16 punti. I ragazzi di Prandelli hanno dimostrato sicuramente buona personalità nel gestire le partite, ottenendo spesso il massimo con il minimo sforzo, e una grande solidità difensiva. Qualche perplessità in più ha suscitato il reparto offensivo: alcune vittorie sono state davvero troppo sofferte considerato il valore degli avversari (le trasferte in Estonia e alle Far Öer, ma anche le due gare con la Slovenia). Aspetti positivi della gestione di Prandelli sono stati l’innesto di alcuni giovani e il recupero prezioso di alcuni giocatori che da tempo non vestivano l’azzurro, come Antonio Cassano riscopertosi goleador con la maglia della nazionale (6 goal, capocannoniere assoluto del girone di qualificazione).

Nel momento in cui scrivo è già stata annunciata la lista di trentadue giocatori pre-convocati che sarà ridotta dal ct Prandelli ai definitivi ventitré il 29 Maggio. Accanto a nomi consolidati che dovrebbero essere certi della convocazione (citerei Buffon e De Sanctis tra i portieri, Chiellini, Bonucci, Balzaretti, Abate in difesa, Pirlo, Marchisio, Nocerino, Thiago Motta a centrocampo), ci sono anche assolute novità e giocatori più o meno giovani sui quali è difficile fare previsioni circa la loro inclusione o esclusione nella lista ufficiale. C’è grande curiosità ad esempio sul nome di Marco Verratti, gioiellino classe ’92 del Pescara delle meraviglie di Zeman che potrebbe addirittura volare in Polonia senza aver mai giocato un minuto di serie A. Personalmente le mie perplessità sono sull’attacco, dove manca, Balotelli a parte, il nome di una punta di peso. Con Di Natale che sembra destinato a rivestire il ruolo di “riserva di lusso” e le seconde punte Giovinco e Cassano, sembra inevitabile che Prandelli confermi tra i ventitré almeno uno tra i giovani Mattia Destro e Fabio Borini, entrambi già navigati con l’under-21 di Ferrara.

Sarà questa la volta buona per gli Azzurri per ricucire un feeling che non c’è mai stato con i Campionati Europei? La scaramanzia è d’obbligo, però se la storia insegna che dopo un mondiale orribile viene un europeo trionfale … è lecito sperare!


Risultati dell’Italia agli Europei

Euro’68: SF Italia – URSS 0-0dts (Italia vince per sorteggio)
F Italia – Yugoslavia 1-1dts, ripetizione 2-0

Euro ’80: I gir. Spagna – Italia 0-0
II gir. Inghilterra – Italia 0-1
III gir. Italia – Belgio 0-0
F 3/4 Cecoslovacchia – Italia 1-1dts (9-8 ai rigori)

Euro ’88: I gir. Germania Ovest – Italia 1-1
II gir. Italia – Spagna 1-0
III gir. Italia – Danimarca 2-0
SF URSS – Italia 2-0

Euro ’96: I gir. Italia – Russia 2-1
II gir. Rep. Ceca – Italia 2-1
III gir. Germania – Italia 0-0

Euro 2000: I gir. Turchia – Italia 1-2
II gir. Italia – Belgio 2-0
III gir. Italia – Svezia 2-1
QF Italia – Romania 2-0
SF Italia – Olanda 0-0 dts (3-1 ai rigori)
F Francia – Italia 2-1dts (golden goal)

Euro 2004: I gir. Danimarca – Italia 0-0
II gir. Italia – Svezia 1-1
III gir. Italia – Bulgaria 2-1

Euro 2008: I gir. Olanda – Italia 3-0
II gir. Italia – Romania 1-1
III gir. Francia – Italia 0-2
QF Spagna – Italia 0-0dts (4-2 ai rigori)


/Fabio/

sabato 5 maggio 2012

Verso Euro 2012: REPUBBLICA CECA


La Storia

La prima nazionale a rappresentare a livello internazionale il territorio della Repubblica ceca fu la nazionale del Regno di Boemia, all’epoca facente parte dell’impero austro-ungarico. La Boemia giocò sette incontri amichevoli tra il 1903 e il 1908, i primi sei tutti contro l’Ungheria (anch’essa appartenente all’impero asburgico) e uno contro l’Inghilterra. Dopo la prima guerra mondiale, con la nascita ufficiale del nuovo stato della Cecoslovacchia, venne formata anche la relativa nazionale.

La Cecoslovacchia ha esordito ufficialmente nel 1920 con un perentorio 7-0 alla Yugoslavia e, nel corso della sua lunga storia durata fino al 1993, si è imposta come una delle nazionali più competitive del panorama europeo e mondiale, avendo raggiunto due volte la finale della Coppa del Mondo nel 1934 e nel 1962 (finali perse rispettivamente contro Italia e Brasile, dopo essere passata in vantaggio per prima in entrambe le occasioni), ma soprattutto cogliendo il trionfo europeo nel 1976, unico titolo di prestigio conquistato dal calcio cecoslovacco insieme all’oro olimpico vinto a Mosca quattro anni dopo. Nonostante abbia vinto poco, il calcio cecoslovacco ha sempre sfornato un gran numero di giocatori di talento nel corso degli anni. Nel 1934 la squadra che perse in finale ai supplementari dall’Italia di Vittorio Pozzo poteva contare su due goleador come Antonin Puč e Oldrich Nejedly (capocannoniere del torneo con 5 reti in quattro partite), mentre nel 1962 gli elementi di maggior talento di una squadra che si arrese solo all’imbattibile Brasile di quegli anni erano Josef Masopust e Adolf Scherer. Ai campionati europei la Cecoslovacchia detiene uno score invidiabile: tre sole partecipazioni con due terzi posti (1960 e 1980) e un titolo conquistato nella trionfale edizione del 1976. Fu quell’europeo la consacrazione di una scuola calcistica che ancora una volta presentava una squadra imbottita di talenti, dal portiere Ivo Viktor a Anton Ondrus, Zdenek Nehoda, Antonin Panenka, Frantisek Vesely e Jan Svehlik. La maggior parte di questi giocatori veniva dai due club più forti e popolari della Cecoslovacchia di allora, lo Slovan Bratislava e lo Slavia Praga. L’edizione del 1976 in Yugoslavia fu l’ultima con sole quattro squadre partecipanti impegnate in incontri di semifinale e finale. La Cecoslovacchia si qualificò eliminando Inghilterra e Unione Sovietica per poi realizzare un capolavoro prima in semifinale, dove sconfisse i vicecampioni del mondo dell’Olanda, gli inventori del calcio totale, 3-1 ai tempi supplementari e poi la Germania Ovest campione d’Europa in carica in finale, in quella che fu la prima finale importante conclusasi ai calci di rigore. La partita terminò 2-2 con la Cecoslovacchia che, in vantaggio due a zero dopo venti minuti, si fece riprendere dai tedeschi rischiando più volte il tracollo ma strinse i denti riuscendo a trascinare il match ai rigori. Qui l’errore decisivo fu di Uli Hoeness che sbagliò il quarto rigore per i tedeschi. Panenka realizzò quindi l’ultimo penalty con quello che è considerato il primo “cucchiaio” della storia. La Cecoslovacchia era campione d’Europa per la prima volta. Quattro anni dopo in Italia i campioni non riuscirono a ripetersi, ma ottennero comunque un ottimo terzo posto. La storia calcistica della Cecoslovacchia si concluse con un colpo di coda a Italia ’90. Nel mondiale delle “notti magiche” i cecoslovacchi riuscirono a raggiungere i quarti di finale arrendendosi solo di fronte alla Germania futura campione. Nel 1993 avvenne la scissione della Cecoslovacchia in Repubblica ceca e Repubblica slovacca. Le due nazioni iniziarono a giocare con due nazionali separate però solo l’anno successivo, al termine delle qualificazioni a Usa ’94.

La neonata Repubblica Ceca iniziò subito col botto: prima partecipazione a un torneo internazionale e fu subito finale a Euro ’96. La squadra ceca che comprendeva tanti giovani futuri campioni (su tutti Pavel Nedved e Karel Poborsky entrambi ben noti ai tifosi italiani, ma anche Radek Bejbl e Vladimir Smicer) affrontò ancora una volta la Germania in un nuovo atto di una sfida infinita. Passati in vantaggio grazie a un calcio di rigore clamorosamente inventato dall’arbitro italiano Pairetto, con il fallo avvenuto chiaramente fuori area, i cechi furono puniti da una doppietta del giovanissimo Oliver Bierhoff che permise ai tedeschi di trionfare grazie al golden goal. Da allora la Repubblica Ceca ha avuto una tradizione positiva agli Europei (sempre presente dal 96 a oggi, con un altro acuto nel 2004 dove raggiunse la semifinale trascinata dai gol di Milan Baros e Jan Koller), ma non altrettanto ai Mondiali (una sola partecipazione nel 2006 con eliminazione al primo turno). La clamorosa mancata qualificazione al mondiale sudafricano, in un gruppo sulla carta semplice che ha visto la vittoria dei cugini slovacchi, ha confermato il periodo non eccezionale del calcio ceco.

Il cammino verso Euro 2012

Il periodo che sta attraversando il calcio ceco non è dei migliori, i recenti insuccessi hanno costretto la squadra a ripartire dai giovani e si avverte la mancanza di esperienza e di veri e propri fuoriclasse. In tutto questo la Repubblica Ceca è stata favorita nelle qualificazioni da un girone decisamente alla portata con Scozia, Lituania e Liechtenstein oltre alla corazzata spagnola campione in carica. Dando per scontato il primato della Spagna, la Repubblica Ceca è riuscita a legittimare la seconda piazza seppur con qualche difficoltà (vedi la sconfitta in casa all’esordio con la Lituania e il pareggio decisivo strappato al ’90 in Scozia) con la consapevolezza però di non poter essere ripescata come migliore seconda essendo inserita in uno dei due gironi a cinque squadre e di doversi quindi affidare ai play-off. Qui ancora una volta il sorteggio ha favorito i cechi, opponendoli al Montenegro, squadra in crescita ma evidentemente non ancora pronta ad affrontare una grossa competizione. Due comode vittorie per 2-0 e 1-0 hanno assicurato alla Repubblica Ceca l’ennesima partecipazione ai Campionati Europei.

Il senatore di questa squadra è sicuramente il capitano Tomas Rosicky dell’Arsenal, elemento di maggior esperienza insieme al portierone del Chelsea Petr Cech. In difesa si segnalano Michal Kadlec del Bayer Leverkusen (curiosamente capocannoniere della squadra nel girone di qualificazione con 4 gol) e “l’italiano” Daniel Pudil in forza al Cesena. A centrocampo nomi noti sono quelli di Rosicky e Jaroslav Plasil (Bordeaux) insieme a Tomas Hubschman (Shakhtar Donetsk). In attacco arrivano i problemi: manca un vero e proprio goleador, tenendo presente che Baros è ben lontano dai livelli del 2004 quando fu capocannoniere del torneo. L’elemento più talentuoso è probabilmente Tomas Necid del CSKA Mosca. Altri giovani speranze sono Tomas Pekhart e il laziale Libor Kozak. Completano le file della squadra diversi elementi che militano in patria, soprattutto nel Viktoria Plzen, squadra che ha esordito quest’anno in Champions League.

La mia idea è che questa squadra ha sicuramente delle qualità, ma forse le manca qualcosa per essere davvero competitiva. Manca una vera stella, la Repubblica Ceca dovrà fare affidamento sul collettivo. Io sono abbastanza pessimista: certo il gruppo A (Polonia, Grecia, Russia) è molto equilibrato e le chances di passare ci sono per tutte e quattro le squadre, ma secondo me sarà già dura arrivare ai quarti per i cechi.

Risultati della Cecoslovacchia / Repubblica Ceca agli Europei

Euro ’60: SF Cecoslovacchia – URSS 0–3
F 3/4 Cecoslovacchia – Francia 2-0

Euro ’76: SF Cecoslovacchia – Olanda 3-1dts
F Cecoslovacchia – Germania Ovest 2-2dts (5-3 ai rigori)

Euro ’80: I gir. Cecoslovacchia – Germania Ovest 0-1
II gir. Grecia – Cecoslovacchia 1-3
III gir. Olanda – Cecoslovacchia 1-1
F 3/4 Italia – Cecoslovacchia 1-1dts (8-9 ai rigori)

Euro ’96: I gir. Germania – Rep. Ceca 2-0
II gir. Rep. Ceca – Italia 2-1
III gir. Russia – Rep. Ceca 3-3
QF Rep. Ceca – Portogallo 1-0
SF Francia – Rep. Ceca 0-0dts (5-6 ai rigori)
F Germania – Rep. Ceca 2-1dts (golden goal)

Euro 2000: I gir. Olanda – Rep. Ceca 1-0
II gir. Rep. Ceca – Francia 1-2
III gir. Danimarca – Rep. Ceca 0-2

Euro 2004: I gir. Rep. Ceca – Lettonia 2-1
II gir. Olanda – Rep. Ceca 2-3
III gir. Germania – Rep. Ceca 1-2
QF Rep. Ceca – Danimarca 3-0
SF Grecia – Rep. Ceca 1-0dts (silver goal)

Euro 2008: I gir. Svizzera – Rep. Ceca 0-1
II gir. Rep. Ceca – Portogallo 1-3
III gir. Turchia – Rep. Ceca 3-2


Lo storico rigore "a cucchiaio" di Panenka che consegnò il titolo europeo alla Cecoslovacchia: http://www.youtube.com/watch?v=KN6ClcMn7iI


/Fabio/

mercoledì 25 aprile 2012

Verso Euro 2012: Croazia


La storia


La nazionale croata fu fondata nel 1940, quando la regione era sotto il controllo nazista, e disputò amichevoli internazionali fino al 1944, prima che, al termine della guerra, tornasse a far parte della Jugoslavia.

La più forte nazionale a non aver mai conquistato titoli prestigiosi (ad eccezione di un oro, tre argenti e un bronzo olimpico), la Jugoslavia non riuscì mai ad andare oltre al quarto posto mondiale (ottenuto nel 1930 e nel 1962) e il secondo posto continentale (raggiunto nel 1960 e nel 1968), mettendo in mostra, soprattutto negli Anni Sessanta, una generazione di talenti tra i più interessanti d’Europa, tra cui l’attaccante della Dinamo Zagabria Drazan Jerkovic, uno dei più forti calciatori croati di sempre.

In occasione degli Europei 1992, la Jugoslavia era pronosticata finalmente vincitrice, grazie ai nuovi astri nascenti che avevano conquistato la Coppa del Mondo Under20 nel 1987. Tra essi, i più importanti, oltre al montenegrino Savicevic, erano di origine croata, come l’esterno Robert Jarni (in futuro visto con le maglie di Bari, Torino, Juventus e Real Madrid), il regista Robert Prosinecki (che avrebbe giocato una lunga carriera in Spagna, vestendo le maglie anche di Real Madrid e Barcellona), la punta Davor Suker (un futuro con Real Madrid e Arsenal, e nominato miglior calciatore croato degli ultimi cinquant’anni nel 2003) e il fantasista Zvonimir Boban (che avrebbe giocato con successo nel Milan). Boban, già escluso dai Mondiali 1990 a causa di un calcio tirato ad un poliziotto serbo nei violenti scontri durante il match tra Dinamo Zagabria e Stella Rossa Belgrado, era divenuto uno dei simboli dell’indipendentismo croato. La guerra civile che scoppiò nei Balcani, e che avrebbe portato allo smembramento della Jugoslavia, impedì alla Federazione di presentare la squadra al torneo continentale, ripescando l’eliminata Danimarca, che avrebbe poi vinto l’Europeo.

La Croazia fu, poi, la prima squadra a qualificarsi per un torneo internazionale, centrando la qualificazione agli Europei inglesi del 1996, dove arrivò fino ai quarti di finale.

Ai successivi Mondiali del 1998, poi, ai quali partecipò anche la Jugoslavia (intesa come nazionale serbo-montenegrina), la Croazia raggiunse un incredibile terzo posto, davanti all’Olanda, miglior piazzamento di sempre di una nazionale balcanica al torneo iridato. Decisivi i gol del capocannoniere del Mondiale Davor Suker, leader della squadra assieme a Boban e Prosinecki, i talenti privati della possibilità di consacrarsi nel 1992 che finalmente vedevano riconosciuto il proprio valore.

Il ricambio generazionale, però, costò la presenza agli Europei del 2000, che videro l’esordio della Jugoslavia e della Slovenia, e una deludente eliminazione al primo turno nel 2002, nel 2004 e ancora nel 2006. L’ascesa di una nuova generazione guidata da Niko Kranjcar valse i quarti di finale all’Europeo 2008, ma non fu in grado di ripresentarsi all’ultimo Mondiale.


Il cammino verso Euro 2012


L’esperto Stipe Pletikosa (Rostov, con un passato allo Shaktar Donetsk) guida dai suoi pali una difesa composta da giocatori di esperienza internazionale, del calibro di Dario Srna (Shaktar Donetsk), Verdan Corluka (Tottenham) e Danijel Pranjic (Bayern Monaco). Ma è a centrocampo che sta la fortuna della Croazia, con i giocatori tecnicamente più forti a gestire il gioco: Ivan Rakitic (Siviglia), Niko Kranjcar (Tottenham) e, soprattutto, Luka Modric, il regista del Tottenham e uomo di maggior valore della squadra. Davanti, le punte del Bayern Monaco e dello Shaktar Ivica Olic ed Eduardo sono i due principali terminali offensivi. Il ct Slaven Bilic ha a disposizione una formazione di valore e senza più l’inesperienza degli ultimi Europei, nei quali questi talenti si misero in mostra, ed è chiamato a dare prova dell’effettivo valore dei suoi ragazzi, che finora hanno fornito prestazioni altalenanti.

Come nel caso delle qualificazioni, quando, nonostante l’ottima partenza (vittoria per 3-0 in Lettonia), è stata fermata sul pareggio in casa dalla Grecia, che invece era partita abbastanza a rilento. La Croazia s’è riprese ancora in trasferta contro Israele, e poi battendo in casa Malta, ma la sconfitta a sorpresa in Georgia per 1-0 ha complicato i piani del ct Bilic, mentre la Grecia, lentamente e con risultati di misura, conquistava il primo posto nel girone.

Le nuove vittorie su Georgia, Malta e Israele, nei match di ritorno, hanno fatto tornare la speranza, che si è poi dissolta nella sconfitta per 2-0 ad Atene, che ha di fatto consegnato la qualificazione diretta ai greci. L’ultima vittoria sulla Lettonia ha rafforzato il secondo posto dei croati, non abbastanza però da risultare come migliore seconda. Kranjcar ha chiuso le qualificazioni con 4 reti segnate, miglior bomber del girone accanto a Yossi Benayoun di Israele.

La pratica qualificazione è stata, quindi, archiviata nel match d’andata degli spareggi, giocato in Turchia, nella quale la Croazia ha regolato i padroni di casa con un netto 3-0, chiudendo poi a reti inviolate il ritorno.


Risultati agli Europei

Euro ’96: I gir. Turchia – Croazia 0-1
 II gir. Croazia – Danimarca 3-0
III gir. Croazia – Portogallo 0-3
QF Germania – Croazia 2-1

Euro ’04: I gir. Svizzera – Croazia 0-0
II gir. Croazia – Francia 2-2
III gir. Croazia – Inghilterra 2-4

Euro ’08: I gir. Austria – Croazia 0-1
II gir. Croazia – Germania 2-1
III gir. Polonia – Croazia 0-1
QF. Croazia – Turchia 1-1 dcr 1-3


Valerio Moggia

venerdì 13 aprile 2012

Verso euro 2012: Ucraina

Storia

La nazionale di calcio nasce nel 1992 esordendo il 29 aprile in una sconfitta interna contro l'Ungheria(1-3). In precedenza i calciatori ucraini giocavano nell'URSS, ma dopo il 1992 e la breve esperienza della CSI, la nazionale russa fu indicata dalla FIFA e dall'UEFA come unica erede dell'URSS. In ogni caso L'Ucraina ha fornito alcuni dei giocatori più rappresentativi di quella nazionale, basti pensare che 3 fra i primi 5 marcatori sono ucraini: Oleh Blochin(miglior marcatore di sempre, con 42 reti, che vanta anche il record di presenze 112) Oleh Protasov e Viktor Kolotov. Inoltre tra i 20 convocati sovietici all'Europeo 1988 ben 9 erano ucraini, tra i quali anche Mychajlycenko che ricordiamo in forza alla Sampdoria dello scudetto. Anche l'allenatore di quella nazionale era ucraino: Lobanovs'kyj, considerato una vera e propria leggenda in Ucraina, tanto che Shevchenko, dopo aver vinto la Champions league con il Milan, lo omaggiò deponendo sulla sua tomba( era morto l'anno prima) la propria medaglia. Lobanovs'kyj inoltre fu un grande giocatore e allenatore della Dinamo Kiev, sicuramente la squadra più forte e famosa dell'Ucraina. Il club della capitale è stato anche protagonista di quella che è passata alla storia come Partita della morte: nel 1942 il paese era sotto l'occupazione nazista; conoscendo la fama della squadra i tedeschi decisero di giocare una partita tra una selezione ucraina composta da 8 giocatori della dinamo più 3 della Lokomotiv contro una selezione di soldati tedeschi, così il 9 agosto allo stadio Zenith di Kyev si affrontarono il Flakelf (la squadra della Luftwaffe) contro la Star(gli ucraini). Il primo tempo si concluse sul 3-1 per i padroni di casa; i militari tedeschi andarono nello spogliatoio ucraino ordinando ai calciatori di perdere la partita. Le minacce sembravano avere effetto tanto che i tedeschi riuscirono a pareggiare ma poi lo Start ebbe un moto di orgoglio e vinse la partita 5-3. Molti di quei giocatori pagarono caro quella vittoria: uno fu torturato e ucciso con l'accusa di essere una spia, gli altri furono portati nel lager di Sirets o uccisi di lì a un mese; i sopravvissuti furono solo due: Sviridoski e Goncharenko; proprio a quest'ultimo la Dinamo Kiev ha dedicato un monumento con la scritta “A uno che se lo merita”. Parlando invece di gioie più puramente sportive la Dinamo Kiev è stato il primo di un paese del blocco orientale a vincere una competizione UEFA la Coppa delle Coppe 1974-1975 e la successiva supercoppa Europea vinta contro la corazzata del Bayern Monaco; la squadra ebbe come protagonista Blochin che si guadagnò il pallone d'oro proprio quell'anno e allenata dal già nominato ct Lobanovs'ky entrambi erano presenti anche undici anni dopo quando la Dinamo vinse la sua seconda Coppa delle Coppe nella stagione '85-'86. Anche in ambito nazionale la Dinamo Kiev ha vinto moltissimo 13 campionati dell'URSS e 13 campionati dell'Ucraina, attualmente però il predominio nazionale gli è conteso dallo Shaktar Donetsk. A livello di nazionale l'Ucraina non ha fatto faville, infatti non ha mai giocato un Europeo e ha esordito ai mondiali solo nel 2006 riuscendo ad arrivare ai quarti di finale che rappresenta comunque un ottimo risultato per un'esordiente. Quello di quest'anno sarà anche l'esordio al campionato Europeo.

Cammino verso Euro 2012

L'Ucraina in quanto paese ospitante si è qualificata d'ufficio pertanto non ha giocato partite ufficiali, ma nelle amichevoli viene da un trend di 5 risultati utili consecutivi avendo vinto quattro partite contro Estonia, Bulgaria, Austria e Israele e pareggiando contro la Germania per 3-3. La squadra ha come ct il grande Blochin il quale ha decretato come obiettivo minimo il passaggio del turno, per farlo si affida all'esperienza di giocatori come Andriy Shevchenko, Anatoliy Tymoshchuk e Olexandr Shovkovskiy, ma anche a dei giovani come Yaroslav Rakitskiy, Andriy Yarmolenko e Yevhen Konoplyanka. La nazionale ospitante è stata inserita nel gruppo D dove affronterà Inghilterra, Francia e Svezia. Sebbene negli utlimi anni queste nazionali siano forti più di nome che di fatto, sono tutte e tre decisamente superiori ai gialloblu e quindi con ogni probabilità la nazionale casalinga non riuscirà a passare il turno e se riuscisse a fare 3 o più punti sarebbe da considerare un successo.

sabato 31 marzo 2012

Verso Euro 2012: Inghilterra

Storia

Dici Inghilterra e intendi la nazionale calcistica più antica del mondo insieme alla Scozia, il campionato più antico del mondo (la Premier league), la coppa nazionale più antica del mondo (la F.A. Cup), e club gloriosi come l'Arsenal, il Liverpool, il Manchester United, il Chelsea, il Manchester City per indicare i più importanti ai giorni nostri, ma anche l' AstonVilla, il Notthingam Forrest, il Birmingham e il West Ham che hanno contribuito a fare la storia calcistica inglese.
Nonostante le squadre di club siano particolarmente blasonate e abbiano da sempre dominato la scena europea ed internazionale, la nazionale non vanta grandi vittorie né in campo europeo (non ha mai vinto il torneo continentale), né in quello mondiale (solo una coppa del mondo, peraltro discussa, nel torneo disputato in casa nel 1966).
Ma andiamo con ordine: la nazionale inglese esordì il 30 novembre 1872 a Glasgow contro la Scozia, nella prima partita internazionale registrata dagli annali del calcio, che terminò 0-0.
Dopo aver partecipato alle Olimpiadi del 1908 e 1912, l'Inghilterra sparì dai radar del calcio internazionale a causa di divergenze con i francesi, in modo particolare Jules Rimet (inventore della coppa del mondo), non partecipando così alle prime tre edizioni dei mondiali. Il battesimo degli inglesi alla Coppa Rimet si ebbe nell'edizione brasiliana del 1950: la nazionale dei tre leoni fu eliminata al primo turno, come nel 1958 mentre raggiunse solo i quarti nel 1954 e 1962.
L'unica grande vittoria inglese fu nel 1966 nei mondiali di casa con uno squadrone con campioni come Bobby Charlton e Gordon Banks, guidati da un grandissimo maestro della tattica, Alf Ramsey. La finale con la Germania Ovest fu spettacolare: i tempi regolamentari si conclusero 2-2 con un gol al novantesimo forse viziato da un fallo di mano dei tedeschi; nei supplementari si consumò uno dei più grandi gialli della storia del calcio: Hurst con un grandissimo tiro da fuori area prese la traversa poi la palla rimbalzò sulla linea, senza che la superasse totalmente. Quel giorno nacque il Gol fantasma, termine usato tutt'oggi per indicare i gol-non gol che difficilmente trovano segnalazione corretta.
Non partecipante ad euro '60 ed euro '64, il primo europeo giocato dalla nazionale dei tre leoni risale al 1968: eliminata in semifinale dalla Jugoslavia, vinse la finalina del terzo posto, ancora oggi il massimo obiettivo raggiunto dagli inglesi nella manifestazione continentale.
Con il 1970 iniziò forse il decennio più buio della storia calcistica britannica: non qualificata agli europei nel 1972 e nel 1976, eliminata al primo turno ai mondiali del '74 e non qualificata a quelli del '78. Anche gli anni '80 non raccontano di grandi traguardi raggiunti né in campo europeo (nuovamente non qualificata nell'84 e solo primo turno nell'80 e nell'88), né in campo mondiale (ottavi nel 1982 e quarti nel 1986).
Il leggero risveglio avuto negli anni '90, fu coronato dal quarto posto del mondiale delle notti magiche e dalle semifinali raggiunte nel 1996 nel torneo europeo disputato in casa, dove gli inglesi furono eliminati dai tedeschi, futuri vincitori del torneo.
Dal 1996 ad oggi veramente poca roba, mai superati i quarti in nessuno dei due tornei e addirittura la clamorosa non qualificazione ad euro 2008, nonostante grandissimi risultati degli inglesi a livello di club: due champions league vinte dal Manchester United (1999 e 2008), una vinta dal Liverpool (2005) e altre cinque finali perse (Arsenal 2006, Liverpool 2007, Chelsea 2008, Manchester United 2009 e 2011).

Il cammino verso euro 2012

L'Inghilterra inserita nel girone G con Bulgaria, Svizzera, Montenegro e Galles, non ha avuto particolari difficoltà a chiudere il gruppo come prima con 18 punti, imbattuta. Cinque vittorie: due volte con la Bulgaria (4-0 e 3-0) due con il Galles (2-0 e 1-0) e una con la Svizzera (3-0) e tre pareggi di cui uno con la Svizzera (2-2) e due con il Montenegro (0-0 e 2-2). Montenegro giunto poi al secondo posto del gruppo.
Nelle fasi di qualificazione il maggior trascinatore è stato indubbiamente Wayne Rooney: il talentuoso attaccante ha però commesso un’ingenuità nell’ultima partita contro il Montenegro, facendosi espellere a 20 minuti dalla fine, a qualificazione già ottenuta: per questo motivo dovrà saltare le prime due partite della fase eliminatoria.
A mio parere la nazionale dei tre leoni è una delle favorite del torneo, con giocatori di grande esperienza internazionale quali John Terry, Frank Lampard, Steven Gerrard e Wayne Rooney, abbinati a giovani talentuosi come Theo Walcott, Jack Wilshere e Joe Hart: il problema, quando si tratta della nazionale inglese è capire se riuscirà a tenere botta nei momenti decisivi del torneo, per riuscire ad arricchire un Palmarès, francamente poco ricco per un Paese che vanta di essere l'inventore del gioco del calcio.

Partite dell’Inghilterra agli Europei

euro 60: SF. Jugoslavia-Inghilterra 1-0
Finale terzo posto Inghilterra-Russia 2-0

euro 80: I gir. Belgio-Inghilterra 1-1
II gir. Italia-Inghilterra 1-0
III gir. Spagna-Inghilterra 1-2

euro 88: I gir. Irlanda-Inghilterra 1-0
II gir. Inghilterra-Olanda 1-3
III gir. Inghilterra-URSS 1-3

euro 92: I gir. Danimarca-Inghilterra 0-0
II gir. Francia-Inghilterra 0-0
III gir. Svezia-Inghilterra 2-1

euro 96: I gir. Inghilterra-Svizzera 1-1
II gir. Scozia-Inghilterra 0-2
III gir. Olanda-Inghilterra 1-4
QF. Spagna-Inghilterra 0-0dts (2-4 rig)
SF. Germania-Inghilterra 1-1dts (6-5 rig)

euro 2000: I gir. Portogallo-Inghilterra 3-2
II gir. Inghilterra-Germania 1-0
III gir. Romania-Inghilterra 3-2

euro 2004: I gir. Francia-Inghilterra 2-1
II gir. Inghilterra-Svizzera 3-0
III gir. Croazia-Inghilterra 2-4
QF. Portogallo-Inghilterra 2-2dts (6-5rig)

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