domenica 30 settembre 2012
BUON COMPLEANNO UOMO MEDIOCRE!
giovedì 7 giugno 2012
Verso euro 2012: Polonia
La Polonia disputò la sua prima partita ufficiale il 18 dicembre 1921, sconfitta 1-0 a Budapest dalla nazionale magiara. Da allora non furono certo molte le soddisfazioni calcistiche di un paese rovinato dall'invasione di Hitler il 1/09/1939 e falcidiato dalle fatiche di una guerra lunga ed estentenuante che gli fu imposta senza possibilità di replica e contrariamente ai patti ed ai giochi delle alleanze che lo volevano paese neutrale e territorio internazionale.
A prima della seconda guerra mondiale risale la prima partecipazione ad un mondiale: era il 1938, la nazionale polacca fu eliminata agli ottavi di finale dal fortissimo Brasile, dopo una partita carambolesca terminata 6-5.
L'unica vittoria di un torneo da parte della nazionale polacca risale al 1972: l'oro alle Olimpiadi di Monaco di Baviera fece gioire un'intera nazione.
Circa quaranta anni di silenzio separano il campionato del mondo del 1938 da quello in Germania ovest nel 1974: furono eliminati in semifinale dai padroni di casa della Germania che si dice innaffiarono il campo prima della partita per contrastare la velocità degli avversari. Nella finalina per il terzo posto la nazionale polacca battè a sorpresa il Brasile, salendo meritatamente sul podio. Da annotare anche la partecipazione ai mondiali del 1978, eliminati però nella prima fase.
Il 1982 è un anno storico per la Polonia calcistica: giunse terza ai mondiali spagnoli, sconfitta solo dall'Italia futura campione del mondo, grazie ad uno strepitoso Zbigniew Boniek, autore in particolare di una storica tripletta contro il Belgio.
Due argenti olmpici a Montréal nel 1976 e a Barcellona nel 1992 rappresentano gli ultimi risultati di spessore raggiunti, infatti solo nel 2002 la Polonia tornò a disputare un mondiale e solo nel 2008 avrebbe giocato il suo primo europeo, eliminata al primo turno.
IL CAMMINO VERSO EURO 2012
La polonia parteciperà ad euro 2012 in quanto nazione ospitante.
E' stata inserita come testa di serie nel girone A con Repubblica Ceca, Russia e Grecia, un girone non particolarmente duro, abbastanza equilibrato che potrebbe riservare un passaggio ai quarti per gli idoli di casa, ma personalmente vedo molto difficile anche il passaggio del primo turno nonstante la nazionale polacca possa vantare giocare importanti come Szczesny, portiere dell'Arsenal, Obraniak, centrocampista del Bordeaux e la coppia del Borussia Dortmund Blaszczykowsy-Lewandowski.
I RISULTATI AGLI EUROPEI
euro 2008: I gir. Germania-Polonia 2-0
II gir. Austria-Polonia 1-1
III gir. Polonia-Croazia 0-1
>>FEDE
martedì 22 maggio 2012
Verso Euro 2012: ITALIA
sabato 5 maggio 2012
Verso Euro 2012: REPUBBLICA CECA
mercoledì 25 aprile 2012
Verso Euro 2012: Croazia
venerdì 13 aprile 2012
Verso euro 2012: Ucraina
Storia
La nazionale di calcio nasce nel 1992 esordendo il 29 aprile in una sconfitta interna contro l'Ungheria(1-3). In precedenza i calciatori ucraini giocavano nell'URSS, ma dopo il 1992 e la breve esperienza della CSI, la nazionale russa fu indicata dalla FIFA e dall'UEFA come unica erede dell'URSS. In ogni caso L'Ucraina ha fornito alcuni dei giocatori più rappresentativi di quella nazionale, basti pensare che 3 fra i primi 5 marcatori sono ucraini: Oleh Blochin(miglior marcatore di sempre, con 42 reti, che vanta anche il record di presenze 112) Oleh Protasov e Viktor Kolotov. Inoltre tra i 20 convocati sovietici all'Europeo 1988 ben 9 erano ucraini, tra i quali anche Mychajlycenko che ricordiamo in forza alla Sampdoria dello scudetto. Anche l'allenatore di quella nazionale era ucraino: Lobanovs'kyj, considerato una vera e propria leggenda in Ucraina, tanto che Shevchenko, dopo aver vinto la Champions league con il Milan, lo omaggiò deponendo sulla sua tomba( era morto l'anno prima) la propria medaglia. Lobanovs'kyj inoltre fu un grande giocatore e allenatore della Dinamo Kiev, sicuramente la squadra più forte e famosa dell'Ucraina. Il club della capitale è stato anche protagonista di quella che è passata alla storia come Partita della morte: nel 1942 il paese era sotto l'occupazione nazista; conoscendo la fama della squadra i tedeschi decisero di giocare una partita tra una selezione ucraina composta da 8 giocatori della dinamo più 3 della Lokomotiv contro una selezione di soldati tedeschi, così il 9 agosto allo stadio Zenith di Kyev si affrontarono il Flakelf (la squadra della Luftwaffe) contro la Star(gli ucraini). Il primo tempo si concluse sul 3-1 per i padroni di casa; i militari tedeschi andarono nello spogliatoio ucraino ordinando ai calciatori di perdere la partita. Le minacce sembravano avere effetto tanto che i tedeschi riuscirono a pareggiare ma poi lo Start ebbe un moto di orgoglio e vinse la partita 5-3. Molti di quei giocatori pagarono caro quella vittoria: uno fu torturato e ucciso con l'accusa di essere una spia, gli altri furono portati nel lager di Sirets o uccisi di lì a un mese; i sopravvissuti furono solo due: Sviridoski e Goncharenko; proprio a quest'ultimo la Dinamo Kiev ha dedicato un monumento con la scritta “A uno che se lo merita”. Parlando invece di gioie più puramente sportive la Dinamo Kiev è stato il primo di un paese del blocco orientale a vincere una competizione UEFA la Coppa delle Coppe 1974-1975 e la successiva supercoppa Europea vinta contro la corazzata del Bayern Monaco; la squadra ebbe come protagonista Blochin che si guadagnò il pallone d'oro proprio quell'anno e allenata dal già nominato ct Lobanovs'ky entrambi erano presenti anche undici anni dopo quando la Dinamo vinse la sua seconda Coppa delle Coppe nella stagione '85-'86. Anche in ambito nazionale la Dinamo Kiev ha vinto moltissimo 13 campionati dell'URSS e 13 campionati dell'Ucraina, attualmente però il predominio nazionale gli è conteso dallo Shaktar Donetsk. A livello di nazionale l'Ucraina non ha fatto faville, infatti non ha mai giocato un Europeo e ha esordito ai mondiali solo nel 2006 riuscendo ad arrivare ai quarti di finale che rappresenta comunque un ottimo risultato per un'esordiente. Quello di quest'anno sarà anche l'esordio al campionato Europeo.
Cammino verso Euro 2012
L'Ucraina in quanto paese ospitante si è qualificata d'ufficio pertanto non ha giocato partite ufficiali, ma nelle amichevoli viene da un trend di 5 risultati utili consecutivi avendo vinto quattro partite contro Estonia, Bulgaria, Austria e Israele e pareggiando contro la Germania per 3-3. La squadra ha come ct il grande Blochin il quale ha decretato come obiettivo minimo il passaggio del turno, per farlo si affida all'esperienza di giocatori come Andriy Shevchenko, Anatoliy Tymoshchuk e Olexandr Shovkovskiy, ma anche a dei giovani come Yaroslav Rakitskiy, Andriy Yarmolenko e Yevhen Konoplyanka. La nazionale ospitante è stata inserita nel gruppo D dove affronterà Inghilterra, Francia e Svezia. Sebbene negli utlimi anni queste nazionali siano forti più di nome che di fatto, sono tutte e tre decisamente superiori ai gialloblu e quindi con ogni probabilità la nazionale casalinga non riuscirà a passare il turno e se riuscisse a fare 3 o più punti sarebbe da considerare un successo.
mercoledì 21 marzo 2012
Verso Euro 2012: Grecia
Storia
La nazionale greca gioca la sua prima partita ufficiosa il 28 agosto 1920 ad Anversa contro la Svezia perdendo 9-0. Il debutto ufficiale risale però a nove anni più tardi: il 7 aprile 1929 ad Atene giocò contro l'Italia perdendo 4-1. La Grecia durante il XX secolo non ha mai raggiunto traguardi importanti, tuttavia riuscì a partecipare agli europei 1980 in Italia. Questa prima apparizione non riserva grosse soddisfazioni, la squadra viene eliminata al primo turno e la cosa non può sorprendere in quanto come avversarie del girone aveva i campioni e i vicecampioni di Euro '76, rispettivamente Cecoslovacchia e Germania Ovest, e i vicecampioni del mondo in carica: l'Olanda. L'esordio non fu dei peggiori: persero 1-0 contro l'Olanda che segnò l'unica rete dell'incontro grazie ad un rigore al 65° minuti. Nella seconda partita giocata contro i campioni d'Europa della Cecoslovacchia il passivo fu più pesante: un 3-1 che eliminò i Greci dalla competizione.
Nonostante l'eliminazione, la nazionale greca si tolse la soddisfazione di fare 1 punto pareggiando 0-0 con la Germania Ovest nella terza e ultima partita; quello sarà tra l'altro l'unico incontro dell'europeo che i tedeschi non riuscirono a vincere. L'unico gol della Grecia nell'Europeo italiano fu segnato da Anastopoulos che in Italia questo calciatore è famoso per altri motivi: nell'estate 1987 fu ingaggiato dall'Avellino e presentato dalla stampa addirittura come “Sceso dall'Olimpo”. Purtroppo per gli irpini le prestazioni disattesero le presentazioni: collezionò 19 presenze e 0 gol entrando di diritto nel novero dei bidoni che, a partire dagli anni '80, hanno calcato i campi da gioco della serie A. Con la nazionale però il fiuto del gol era decisamente migliore: con 29 reti è il marcatore più prolifero della storia della nazionale ellenica.Nel 1994 la Grecia riuscì ad esordire ai mondiali USA dove però fece un disastro: 0 vittorie, 0 gol fatti e 10 subiti. Nulla lasciava presagire ciò che sarebbe accaduto 10 anni più tardi.12 giugno 2004, Portogallo: a Oporto si giocava la partita inaugurale dell'Europeo tra i padroni di casa e la Grecia. I portoghesi si aspettavano una vittoria facile contro gli inesperti greci. Gli ellenici però erano arrivati in Portogallo vincendo il proprio girone di qualificazione davanti alle più quotate Spagna e Ucraina. Che fossero una squadra insidiosa lo dimostrarono presto: dopo appena 7 minuti un gol di Karagounis zittì il “Do Dragao” e alla ripresa un rigore lanciò gli ospiti sul 2-0. Un gol al 90° di un giovane Cristiano Ronaldo accorciò il passivo ma non evitò la sconfitta. Nella seconda partita i Greci riuscirono a pareggiare contro la Spagna, rimandando la qualificazione alla terza e ultima partita. La Grecia giocava con la Russia che giocava solo per l'orgolglio in quanto già eliminata dal torneo. La Russia vinse 2-1 ma grazie alla vittoria sulla Spagna del Portogallo gli ellenici si qualificarono grazie al maggior numero di gol segnati rispetto alla Rocha. La favola greca stava prendendo forma, ma ora cominciavano le difficoltà maggiori: gli scontri diretti non ammettevano scivoloni. Il primo avversario furono i francesi campioni d'europa in carica. Un colpo di testa di Charisteas al 65° regalò il vantaggio ai greci, che poi controllano il risultato ed eliminano la Francia, accedendo per la prima volta nella storia alle semifinali. Ormai la cenerentola si era trasformata in principessa: bisognava vedere se e quando la mezzanotte sarebbe arrivata. La semifinale fu giocata il 1° luglio a Oporto: avversaria della Grecia era la Repubblica Ceca di Nedved una delle favorite del torneo. I tempi regolamentari furono abbastanza noiosi e si conclusero sullo 0-0. Anche il primo tempo supplementare regalò poche emozioni fino all'ultimo minuto: Traianos Dellas segnò in seguito ad un calcio d'angolo. Il primo tempò supplementare finì lì e grazie alla regola del silver gol non ci fu bisogno di un secondo tempo: la Grecia era arrivata in finale, dove avrebbe affrontato i padroni di casa, già sconfitti all'esordio.
Il 4 luglio a Lisbona si disputò la finalissima: il Portogallo era deciso a non sottovalutare l'avversario e la Grecia ormai era convinta dei propri mezzi e i giocatori si erano resi conto che il sogno era possibile. Al dodicesimo del secondo tempo Charisteas segnò l'1-0 e da quel momento i greci si chiusero in difesa per salvare il risultato. Col passare dei minuti il muro greco non cedeva, e sui portoghesi aumentavano le pressioni e diminuiva la lucidità. Nonostante la naturale paura della beffa negli ultimi minuti gli ellenici resistettero e dopo 5 minuti di recupero l'arbitro Markus Merk emise il triplice fischio: la Grecia era campione d'Europa. Non ci fu mezzanotte per quella Cenerentola. Nonostante il trionfo portoghese però i Greci non si imposero come nuova potenza calcistica: fallirono la qualificazione ai mondiali tedeschi del 2006; centrarono invece quella agli europei 2008 e ai mondiali 2010 ma in entrambe le occasioni finirono l'avventura al primo turno. In Austria e Svizzera persero addirittura tutte e tre le partite. Non sono molti i giocatori greci degni di fama tra i quali però troviamo Anastopoulos, Karagounis, Zagorakis e Dellas che hanno giocato in Italia con Avellino; Inter; Bologna; Perugia e Roma. Altri giocatori importanti sono ovviamente il match winner della finale di Lisbona Charisteas, il portiere Nikopolidis che proprio in Portogallo mantenne inviolata la propria porta per 343 minuti, dal 17° di Russia-Grecia fino alla fine del torneo. Inoltre sono da ricordare Katsouranis e Basinas.
Il cammino verso Euro 2012
La Grecia era inserita nel gruppo F insieme a Croazia, Georgia, Israele, Lettonia e Malta. Con 7 vittorie e 3 pareggi si è imposta nel girone senza subire sconfitte. Le vittorie sono state tutte di misura eccetto un 3-1 contro Malta e un 2-0 contro Croazia entrambi in casa. Da segnalare che la vittoria esterna in Georgia dell'11 ottobre 2011 è stata la numero 100 della nazionale greca alle qualificazioni per gli europei. Durante tutto il girone il CT Santos ha utilizzato 32 giocatori tra i quali ci sono stati ben nove esordienti. Il CT porteghese punta quindi al mix tra esperienza e gioventù che finora ha portato numerose soddisfazione. Altro dato interessante : Giannis Fetfatzidis, Kyriakos Papadopoulos, Vassilis Torossidis con 2 reti segnate sono stati i capocannoniere in queste qualificazioni e oltre a loro 8 giocatori sono andati a bersaglio per una volta soltanto. Nel complesso dunque 14 gol per 11 marcatori. Tutti questi dati fanno intendere che la Grecia si basa sul collettivo per sopperire alla mancanza di un fuoriclasse. L'espertissimo Karagounis è stato il faro di queste qualificazioni giocando tutti e 10 gli incontri dall'inizio alla fine. A fargli compagnia il trentunenne Dimitris Salpingidis che ha giocato tutte le partite ma non sempre dall'inizio. Katsouranis, Samaras, Papastathopoulos, Papadopoulos, Torossidis e Ninas sono gli altri giocatori che hanno giocato 7 o più partite. Un po' di gloria in queste qualificazioni l'ha avuta Charisteas che ha segnato una rete nell'unica sua presenza.
Inserita nel gruppo A dei prossimi europei, la Grecia se la dovrà vedere con Polonia, Russia e Repubblica Ceca. Il girone è incerto poichè, se si eccettua la Repubblica Ceca che sulla carta è più forte(ma a mio parere non tanto da poter stare tranquilla), le altre tre squadre hanno livelli simili e in più la Polonia ha il non trascurabile fattore casa: proprio la gara inaugurale sarà contro i padroni di casa e questo comporta bei ricordi nei greci, ma la scaramanzia nel calcio non sempre conta e quest'anno non credo che la Grecia possa aspirare ai quarti di finale.Partite della Grecia agli Europei
Euro '80: I gir. Grecia-Olanda 0-1
II gir. Grecia-Cecoslovacchia 1-3
III gir. Grecia-Germania 0-0
Euro '04: I gir. Grecia-Portogallo 2-1
II gir. Grecia-Spagna 1-1
III gir. Grecia-Russia 1-2
QF. Grecia-Francia 1-0
SF. Grecia-Rep. Ceca 1-0
F. Grecia-Portogallo 1-0
domenica 18 marzo 2012
THE ICEMAN'S WAY
Nello stesso anno, gareggiò anche nella Formula Renault internazionale, dove catturò l'attenzione di Peter Sauber, titolare dell'omonima scuderia, che decise di farlo debuttare nel 2001 in Formula 1, dopo una serie di test esaltanti, in cui i tempi sul giro del finlandese furono a dir poco eccellenti: per la prima volta nella storia esordiva in Formula 1 un pilota che aveva disputato sino a quel momento solo 23 gare, nessuna delle quali in formule propedeutiche, quali la Formula 3 o Formula 3000.
Il debutto in Formula 1 risale al Gran Premio di Australia del 2001 e fu un debutto strepitoso: il pilota finlandese guidò con una superlicenza, una sorta di contratto a breve termine, con la quale aveva la possibilità di correre per sei mesi con la Sauber-Petronas. Kimi concluse il GP australiano al sesto posto, conquistando, con una macchina non certamente appartenente ai top team, il suo primo punto mondiale. Il contratto gli fu prolungato per tutta la stagione e Raikkonen ripagò la fiducia con 9 punti complessivi (ricordiamoci che all'epoca il primo prendeva 10 punti, il secondo 6, il terzo 4, il quarto 3, il quinto 2 e il sesto 1), concludendo decimo nella classifica iridata.
Data la sua ottima stagione come debuttante, quella volpe di Ron Dennis lo volle alla McLaren per sostituire il connazionale Mika Hakkinen, ritiratosi nel 2001 dopo una carriera straordinaria coronata da 21 successi e due titoli mondiali (1998 e 1999).
Al debutto con la nuova scuderia, colse il primo podio della carriera giungendo 3º nel GP d'Australia, ed ottenendo il giro più veloce. Nel Gran Premio di Francia a Magny-Cours sfiorò la prima vittoria ma, a pochi giri dalla fine, scivolò su una macchia d'olio non segnalata: primo episodio sfortunato di una carriera che di sfortuna ne ha conosciuta parecchia. Nonostante ottime prestazioni, Kimi accumulò solo 24 punti a causa di 11 ritiri dovuti a guasti tecnici della vettura, dimostrando di essere più veloce del compagno David Coulthard nella maggior parte delle occasioni.
Il 2003 per Räikkönen fu estremamente positivo: pur disponendo della vettura dell'anno precedente leggermente modificata, (la MP4/18 non gareggiò mai) si giocò la vittoria del mondiale sino all'ultima gara. Dopo un terzo posto iniziale ottenuto nel Gran Premio d'Australia, in Malesia arrivò la prima vittoria in carriera. Nel Gran Premio del Brasile venne dato per vincitore ma nei giorni successivi la vittoria fu assegnata a Giancarlo Fisichella per un errore dei commissari: una vittoria, un secondo e un terzo posto, un inizio di campionato a dir poco entusiasmante.
La stagione continuò con buoni risultati, ma la vittoria in Malesia non fu bissata. Nel frattempo Schumacher e Montoya a suon di vittorie si contendevano il titolo. Grazie ai numerosi podi conquistati, Raikkonen rimase aggrappato alla lotta per il titolo mondiale fino all'ultimo gran premio. Alla fine della stagione si classificò 2º con 91 punti complessivi, solamente due in meno del pluricampione tedesco e davanti al colombiano, arrivando secondo (dietro a Barrichello) nell'ultima gara della stagione.
Il 2004 fu un anno difficile, dove Kimi conquistò un solo GP (quello del Belgio) e pochissimi podi ma l'anno successivo dopo un inizio in salita, dimostrò di poter lottare per il mondiale con il rivale Fernando Alonso. Il finlandese, nonostante un forte ritardo dalla vetta del mondiale dopo le prime quattro gare, riuscì a ridurre il distacco con due vittorie consecutive in Spagna e a Monaco, ed altre quattro in Canada, Ungheria, Turchia (nella prima edizione del GP) e Belgio (riconfermando la vittoria del 2004) . Nel Gran Premio d'Europa fu però vittima di un cedimento alla sospensione quando era leader della gara ed avrebbe potuto compiere il sorpasso su Alonso; il finlandese fu spesso colpito da rotture al propulsore ed è stato più volte costretto a rimontare, riuscendo comunque a portarsi per ben 7 volte sul primo gradino del podio. La stagione si concluse poi con una esaltante vittoria in ,Giappone ottenuta a seguito di una delle più belle gare della sua carriera. Partendo 17º in griglia, si rese subito protagonista di una serie di straordinari sorpassi, anche ai danni di sua maestà Michael Schumacher e del già laureato campione del mondo Fernando Alonso. Riuscì a portarsi alle spalle di Giancarlo Fisichella e a 5 giri dalla fine e completò la sua rimonta compiendo un bellissimo sorpasso all'esterno della prima curva, a danni del romano.
In questa stagione su 19 gare ha ottenuto ben 10 giri veloci in gara, record assoluto detenuto a pari merito con Michael Schumacher.
Nel 2006 la mancanza di affidabilità e di competitività della McLaren lo esclusero subito dalla lotta per il titolo mondiale: Kimi non riuscì a vincere nessun Gran Premio, conquistando ugualmente 65 punti e 3 pole position.
Il 2007 è l'anno del pilota finlandese: passato alla Ferrari per sostituire Schumacher, Kimi non delude le aspettative, nonostante una stagione non certo facile; la vittoria finale del titolo arriva infatti dopo una rimonta straordinaria. La pole, il giro veloce e la vittoria conquistate al debutto con il Cavallino, lo pongono accanto a delle leggende della scuderia di Maranello come Fangio e Mansell, unici prima di Kimi a conquistare l' hart-trick al primo GP della stagione con la Rossa. Le successive gare furono travagliate sia per errori del pilota sia per la scarsa affidabilità della Ferrari; solo con l'estate Raikkonen riuscì a conquistare due vittorie in Francia e Gran Bretagna che lo rilanciarono in ottica iridata, nonostante avesse accumulato uno svantaggio importante.
Dopo la vittoria in Belgio e il terzo posto in Giappone, a due gare dalla fine i punti da recuperare erano 17 su 20 disponibili; ciò che accadde nelle ultime due gare ha dell'incredibile: due vittorie di Kimi, con un ritiro e un settimo posto di Hamilton, e due terzi posti di Alonso (anche lui coinvolto nella lotta mondiale), portarono Iceman a vincere il campionato. Prima dell'ultima gara ironicamente si diceva che per vincere il mondiale Raikkonen avrebbe dovuto vincere il GP e nel contempo un meteorite sarebbe dovuto cadere nel box McLaren: a quanto pare il miracolo è accaduto...
Le ultime stagioni in Formula 1 del pilota finlandese non furono esaltanti: in due anni riuscì ad ottenere solo tre vittorie e otto podi. Da sottolineare le vittoria sul circuito di Spa, suo tracciato per eccellenza, nell'agosto del 2009, che lo proclamò “The King of Spa” essendo il pilota ad aver vinto più GP in Belgio (ben quattro).
Il 29 novembre 2011 dopo due anni lontano dal circus, viene ufficializzato il suo ritorno in Formula 1 alla guida della Lotus, per cui firma un contratto biennale a partire dalla stagione 2012. Il 24 gennaio 2012 è tornato in pista ufficialmente nei test di Jerez.
DICONO DI LUI
“Quando vedi Kimi in azione hai la percezione di quanto bravo sia. Ci sono tanti aspetti da prendere in considerazione in Formula 1 per valutare un campione, non ci si deve limitare a fare un giro veloce”. Questa l'opinione del responsabile delle attività in pista del team Lotus Permane.
Una bella provocazione nei confronti del pilota Lotus GP arriva da arriva da un ex pilota Gerhard Berger. : "E’ un gran personaggio ma per tornare competitivo deve ridurre la vodka!” Secondo Berger, il pilota finlandese avrebbe avuto negli ultimi tempi un approccio un po’ troppo allegro alla professione di pilota. D'altronde Kimi è così, amante della bella vita, ma ciò non toglie nulla al suo immenso talento, coronato da una dose di freddezza fuori dal comune, che gli ha valso il soprannome di Iceman.
Sentite cosa dice invece Damon Hill. campione del mondo 1996, ad Autosport: “Kimi è un grande. Ha già vinto un titolo mondiale ed ha la possibilità di puntare a vincere anche altri due. Quando si presenterà ai nastri di partenza della stagione 2012, il biondo di Espoo avrà 33 anni. Non crediamo che voglia invecchiare troppo in Formula 1. Tuttavia, qualora lo desiderasse, potrà disputare almeno altre 4-5 stagioni a grande livello. Se la Lotus lo asseconderà, sarebbe folle sottovalutarlo per il medio periodo”.
Allora in bocca al lupo Iceman!
>>FEDE