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domenica 30 settembre 2012

BUON COMPLEANNO UOMO MEDIOCRE!


30 Settembre 2012 : L’uomo mediocre compie un anno!!

Proprio così, oggi è il primo (e speriamo non anche l’ultimo!) compleanno de L'Uomo mediocre. Cosa abbiamo fatto in questo lungo e intenso anno? Forse nulla di buono, forse invece qualcosa di importante o per lo meno interessante per alcuni di voi.
Come avete avuto modo di vedere, ci siamo occupati di molte cose:
 
- Di musica, con la rubrica STAY TUNED!, inaugurata con il nostro primissimo post (3 ottobre 2011: I PINK FLOYD E SGT. PEPPER’S LONELY HEARTS’ CLUB BAND http://www.fbmcssblogblogger.blogspot.it/2011/10/i-pink-floyd-e-sgt-peppers-lonely.html ) e che presto riprenderà le pubblicazioni, e gli articoli di Storia d'Italia in musica ( 30 ottobre 2011: DALL'UNITA' ALLA PRIMA GUERRA MONDIALE http://www.fbmcssblogblogger.blogspot.it/2011/10/storia-ditalia-in-musica-dallunita-alla.html );     
 
- Di teatro (29 dicembre 2011: L’ESSENZA DELLA MODERNITA’- Pirandello e i Sei Personaggi in cerca d’autore http://www.fbmcssblogblogger.blogspot.it/2011/12/lessenza-della-modernita.html ) e cinema, con le recensioni di Visioni Alternative, rubrica aperta il 19 ottobre 2011 con il film Vuoti a rendere (2007) http://fbmcssblogblogger.blogspot.it/2011/10/visionialternative-vuoti-rendere-2007.html ;
 
- Di filosofia, a partire dal 9 ottobre 2011 con L’INDIPENDENZA NATURALE E L'ORIGINE DEL MALE IN JEAN-JACQUES ROUSSEAU, http://www.fbmcssblogblogger.blogspot.it/2011/10/lindipendenza-naturale-e-lorigine-del.html , e con articoli come OGNI SOSTANZA E' COME UN MONDO A PARTE, del 25 luglio 2012  http://fbmcssblogblogger.blogspot.it/2012/07/ogni-sostanza-e-come-un-mondo-parte.html
 
- Di arte, letteratura e televisione (11 ottobre 2011: INTRODUZIONE ALLA BOHÈME, UN MODO DI VIVERE E CONCEPIRE L'ARTE http://www.fbmcssblogblogger.blogspot.it/2011/10/introduzione-alla-boheme-un-modo-di.html ; 15 dicembre 2011: IL TEMPIO INDIANO http://www.fbmcssblogblogger.blogspot.it/2011/12/il-tempo-indiano.html ; 24 ottobre 2011: UN AMORE A TUTTA BIRRA http://www.fbmcssblogblogger.blogspot.it/2011/10/un-amore-tutta-birra.html );
 
- Di storia (interessantissimo l’ultimo post, del 9 luglio 2012, UNA GUERRA DIMENTICATA http://www.fbmcssblogblogger.blogspot.it/2012/07/una-guerra-dimenticata.html );
 
- Di scienza ( come per esempio nel post del 26 ottobre 2011, E' NATO PRIMA L'UOVO O LA GALLINA?! http://www.fbmcssblogblogger.blogspot.it/2011/10/e-nato-prima-luovo-o-la-gallina.html ), di neuroetica (21 novembre 2011: STORIA DELLA NEUROETICA http://fbmcssblogblogger.blogspot.it/2011/11/storia-della-neuroetica.html );
 
- Di editoria, con gli appuntamenti della rubrica Esperimenti di editoria ( 12 maggio 2012: SCHEDA VENDITORI http://fbmcssblogblogger.blogspot.it/2012/05/esperimenti-deditoria-scheda-venditori.html ), ma anche di videogiochi (13 dicembre 2011: WARHAMMER 40K- SPACE MARINE http://fbmcssblogblogger.blogspot.it/2011/12/warhammer-40k-space-marine.html ), graphic novels (29 gennaio 2012: FROM HELL: IL MECCANISMO DELLA PAURA http://fbmcssblogblogger.blogspot.it/2012/01/from-hell-il-meccanismo-della-paura.html ), racconti brevi realizzati dai nostri collaboratori (l’ultimo è del 14 settembre 2012: DA ANTIGUA A LARROCHE http://fbmcssblogblogger.blogspot.it/2012/09/da-antigua-larroche.html ).

E abbiamo cercato di dare anche spazio all’“attualità”e ai problemi sociali, occupandoci dell’ultimo censimento (25 gennaio 2012: CHE COS'E' IL CENSIMENTO? VE LO SPIEGA UN RILEVATORE ISTAT http://fbmcssblogblogger.blogspot.it/2012/01/che-cose-il-censimento-ve-lo-spiega-un.html ), del ruolo della televisione e della retorica impiegata per dare informazioni (5 novembre 2011: PERDONATE LO SFOGO... http://fbmcssblogblogger.blogspot.it/2011/11/perdonate-lo-sfogo.html e 16 maggio 2012: IL POTERE DEFORMANTE DELLA RETORICA http://fbmcssblogblogger.blogspot.it/2012/05/il-potere-deformante-della-retorica.html ), dell’importanza di ricordare il passato ( 1 marzo 2012: RISPOSTA A LUPOGRIGIO77 http://fbmcssblogblogger.blogspot.it/2012/03/risposta-lupogrigio77.html ) e del modo tutto personale con cui i nostri anziani vi restano attaccati ( 2 gennaio 2012: QUANDO GLI ANZIANI DICONO “VIVA IL FASCISMO!” http://fbmcssblogblogger.blogspot.it/2012/01/quando-gli-anziani-diconoviva-il.html ), dell'obesità e dell'anoressia (17 gennaio 2012: OBESITA' VS ANORESSIA? http://fbmcssblogblogger.blogspot.it/2012/01/obesita-vs-anoressia.html ), del ruolo della politica nella vita dei giovani ( 2 febbraio 2012: LA POLITICA OGGI? http://fbmcssblogblogger.blogspot.it/2012/02/la-politica-oggi.html ).

Ma non è mancato nemmeno lo sport: dalla formula 1 ( 11 novembre 2011: SEMPLICEMENTE GILLES http://fbmcssblogblogger.blogspot.it/2011/11/gilles-vileneuve-e-uno-di-quegli.html e 18 marzo 2012: THE ICEMAN’S WAY http://fbmcssblogblogger.blogspot.it/2012/03/icemans-way.html) al calcio soprattutto, con le due rubriche Verso Euro 2012, inaugurata il 15 gennaio 2012 con l’articolo sulla Germania http://fbmcssblogblogger.blogspot.it/2012/01/verso-euro-2012-germania.html, e A ritmo di musica: gli inni delle nazionali partecipanti a Euro 2012, in cui ci siamo occupati della storia degli inni nazionali di tutte le squadre che hanno partecipato a questo Europeo che ci ha fatto sognare e piangere ( 1 giugno 2012: POLONIA E GRECIA http://fbmcssblogblogger.blogspot.it/2012/06/ritmo-di-musica-gli-inni-delle-nazioni.html )

E poi ci sono articoli “inclassificabili”, o meglio, che rispondono a molte etichette: pensiamo a quelle del 16 aprile 2012, riguardante IL CRISTIANESIMO IN ARMENIA http://fbmcssblogblogger.blogspot.it/2012/04/il-cristianesimo-in-armenia.html , o a UN’ESTATE V.A.O.V.! del 21 agosto 2012 http://fbmcssblogblogger.blogspot.it/2012/08/voglio-parlarvidellesperienza-che-ho.html ; mentre altri hanno uno scopo ben preciso, come i nostri discorsi di laurea, raccolti nella sezione Discorsi Tesi (il primo: 11 dicembre 2011, EPISODI DI MEDIOEVO http://fbmcssblogblogger.blogspot.it/2011/12/episodi-di-medioevo.html ).
 
Che dire, ci sono ancora molte cose da fare e da migliorare. Per riuscirci speriamo che vogliate continuare a leggerci e darci consigli, in particolare riguardanti gli argomenti da trattare e le modalità con cui scrivere, così da realizzare articoli meno noiosi e complicati possibile!

Grazie di tutto e… appuntamento al prossimo post!

Lo staff

giovedì 7 giugno 2012

Verso euro 2012: Polonia

STORIA

La Polonia disputò la sua prima partita ufficiale il 18 dicembre 1921, sconfitta 1-0 a Budapest dalla nazionale magiara. Da allora non furono certo molte le soddisfazioni calcistiche di un paese rovinato dall'invasione di Hitler il 1/09/1939 e falcidiato dalle fatiche di una guerra lunga ed estentenuante che gli fu imposta senza possibilità di replica e contrariamente ai patti ed ai giochi delle alleanze che lo volevano paese neutrale e territorio internazionale.
A prima della seconda guerra mondiale risale la prima partecipazione ad un mondiale: era il 1938, la nazionale polacca fu eliminata agli ottavi di finale dal fortissimo Brasile, dopo una partita carambolesca terminata 6-5.
L'unica vittoria di un torneo da parte della nazionale polacca risale al 1972: l'oro alle Olimpiadi di Monaco di Baviera fece gioire un'intera nazione.
Circa quaranta anni di silenzio separano il campionato del mondo del 1938 da quello in Germania ovest nel 1974: furono eliminati in semifinale dai padroni di casa della Germania che si dice innaffiarono il campo prima della partita per contrastare la velocità degli avversari. Nella finalina per il terzo posto la nazionale polacca battè a sorpresa il Brasile, salendo meritatamente sul podio. Da annotare anche la partecipazione ai mondiali del 1978, eliminati però nella prima fase.
Il 1982 è un anno storico per la Polonia calcistica: giunse terza ai mondiali spagnoli, sconfitta solo dall'Italia futura campione del mondo, grazie ad uno strepitoso Zbigniew Boniek, autore in particolare di una storica tripletta contro il Belgio.
Due argenti olmpici a Montréal nel 1976 e a Barcellona nel 1992 rappresentano gli ultimi risultati di spessore raggiunti, infatti solo nel 2002 la Polonia tornò a disputare un mondiale e solo nel 2008 avrebbe giocato il suo primo europeo, eliminata al primo turno.

IL CAMMINO VERSO EURO 2012

La polonia parteciperà ad euro 2012 in quanto nazione ospitante.
E' stata inserita come testa di serie nel girone A con Repubblica Ceca, Russia e Grecia, un girone non particolarmente duro, abbastanza equilibrato che potrebbe riservare un passaggio ai quarti per gli idoli di casa, ma personalmente vedo molto difficile anche il passaggio del primo turno nonstante la nazionale polacca possa vantare giocare importanti come Szczesny, portiere dell'Arsenal, Obraniak, centrocampista del Bordeaux e la coppia del Borussia Dortmund Blaszczykowsy-Lewandowski.

I RISULTATI AGLI EUROPEI

euro 2008: I gir. Germania-Polonia 2-0
II gir. Austria-Polonia 1-1
III gir. Polonia-Croazia 0-1

>>FEDE

martedì 22 maggio 2012

Verso Euro 2012: ITALIA


La storia

Nonostante siano la seconda potenza calcistica dopo il Brasile per numero di mondiali vinti, gli Azzurri hanno storicamente uno scarso feeling con i Campionati Europei. Scorrendo la lista dei risultati dell’Italia agli Europei, balzano all’occhio le tante, troppe mancate qualificazioni: su 13 edizioni, L’Italia ha disputato la fase finale sette volte (c’è da sottolineare però che dal 1960 al 1976 si qualificavano alla fase finale solo le prime quattro squadre). Per trent’anni l’approccio degli Azzurri agli Europei è stato senza mezze misure: spesso non si qualificavano (clamorosa l’eliminazione del 1984 quando l’Italia campione del mondo in carica concluse il girone di qualificazione con una sola vittoria in otto partite), ma quando lo facevano finivano sistematicamente (tre volte su tre, tra cui lo storico successo del 1968) tra le prime quattro. Dal 1996 con l’allargamento a 16 squadre gli Azzurri non hanno mai mancato una fase finale, ma con risultati abbastanza deludenti, se si eccettua la sfortunata finale del 2000.

L’unica squadra italiana capace di cogliere l’alloro continentale fu la nazionale di Ferruccio Valcareggi che nel 1968 risorse a sorpresa da quello che fu uno dei periodi più neri della storia del calcio italiano per poi arrendersi due anni dopo al mundial messicano soltanto di fronte all’invincibile Brasile di Pelé. Quell’anno l’Italia si qualificò per la prima volta alle semifinali battendo Romania e Svizzera nel girone e la Bulgaria ai quarti. Negli anni ’60 il calcio italiano, con Milan e Inter, aveva svolto un ruolo da assoluta protagonista in Coppa dei Campioni. La nazionale però arrivava da anni di insuccessi e dalla clamorosa eliminazione ad opera della Corea del Nord negli ultimi mondiali inglesi. In ogni caso potevamo contare su grandi giocatori: Albertosi e Zoff tra i pali, Burgnich e Facchetti in difesa, e poi De Sisti, Lodetti, Anastasi, Bulgarelli, Domenghini, Rivera, Mazzola, Riva, Prati. L’Italia venne scelta per ospitare la fase finale e poi sorteggiata in semifinale contro la corazzata sovietica. Fin da subito la fortuna arrise agli azzurri: la partita con i sovietici rimase bloccata sullo 0-0 per 120 minuti. Tutto si risolse con il sorteggio, e la monetina ci fu favorevole. In finale L’Italia andò subito sotto per un gol del fuoriclasse slavo Dzajic. Gli Azzurri, ancora a secco di gol fino a quel momento, subirono l’iniziativa della Yugoslavia e sembrarono incapaci di reagire ma a dieci minuti dal 90° arrivò il pareggio di Domenghini. Ancora una volta i supplementari non servirono a rompere la parità. La partita fu ripetuta due giorni dopo e la Yugoslavia crollò sotto i colpi degli Azzurri che dimostrarono una tenuta fisica nettamente superiore agli avversari e vinsero 2-0. 

Purtroppo quel trionfo era destinato a rimanere l’unico. L’Italia dovette aspettare di organizzare di nuovo la manifestazione per disputare un’altra fase finale: nel 1980 fu però il sorprendente Belgio a soffiarci la finale e gli Azzurri chiusero quarti. Nel 1988 subimmo poi la “vendetta” dei sovietici in semifinale, vent’anni dopo il fatale lancio della monetina. Anche dal 1996 in poi sono arrivate solo delusioni: l’eliminazione al primo turno, poi la beffa francese nella finale del 2000 giunta al termine di un torneo strepitoso giocato dagli Azzurri di Zoff, “il biscotto” tra svedesi e danesi che ci estromise dal torneo nel 2004. Per arrivare all’ottimo Europeo della squadra di Donadoni di quattro anni fa, interrotto solo ai calci di rigore contro i futuri campioni della Spagna.


Il cammino verso Euro 2012

L’Italia si è qualificata agevolmente agli europei di Polonia e Ucraina dominando il gruppo C con otto vittorie e due soli gol subiti in dieci partite. I risultati incostanti di Serbia e Slovenia, considerate inizialmente le favorite per la lotta al secondo posto, hanno dato via libera agli Azzurri che non hanno mai visto in discussione il primato nel girone e hanno permesso all’outsider Estonia di strappare una storica qualificazione ai play-off con soli 16 punti. I ragazzi di Prandelli hanno dimostrato sicuramente buona personalità nel gestire le partite, ottenendo spesso il massimo con il minimo sforzo, e una grande solidità difensiva. Qualche perplessità in più ha suscitato il reparto offensivo: alcune vittorie sono state davvero troppo sofferte considerato il valore degli avversari (le trasferte in Estonia e alle Far Öer, ma anche le due gare con la Slovenia). Aspetti positivi della gestione di Prandelli sono stati l’innesto di alcuni giovani e il recupero prezioso di alcuni giocatori che da tempo non vestivano l’azzurro, come Antonio Cassano riscopertosi goleador con la maglia della nazionale (6 goal, capocannoniere assoluto del girone di qualificazione).

Nel momento in cui scrivo è già stata annunciata la lista di trentadue giocatori pre-convocati che sarà ridotta dal ct Prandelli ai definitivi ventitré il 29 Maggio. Accanto a nomi consolidati che dovrebbero essere certi della convocazione (citerei Buffon e De Sanctis tra i portieri, Chiellini, Bonucci, Balzaretti, Abate in difesa, Pirlo, Marchisio, Nocerino, Thiago Motta a centrocampo), ci sono anche assolute novità e giocatori più o meno giovani sui quali è difficile fare previsioni circa la loro inclusione o esclusione nella lista ufficiale. C’è grande curiosità ad esempio sul nome di Marco Verratti, gioiellino classe ’92 del Pescara delle meraviglie di Zeman che potrebbe addirittura volare in Polonia senza aver mai giocato un minuto di serie A. Personalmente le mie perplessità sono sull’attacco, dove manca, Balotelli a parte, il nome di una punta di peso. Con Di Natale che sembra destinato a rivestire il ruolo di “riserva di lusso” e le seconde punte Giovinco e Cassano, sembra inevitabile che Prandelli confermi tra i ventitré almeno uno tra i giovani Mattia Destro e Fabio Borini, entrambi già navigati con l’under-21 di Ferrara.

Sarà questa la volta buona per gli Azzurri per ricucire un feeling che non c’è mai stato con i Campionati Europei? La scaramanzia è d’obbligo, però se la storia insegna che dopo un mondiale orribile viene un europeo trionfale … è lecito sperare!


Risultati dell’Italia agli Europei

Euro’68: SF Italia – URSS 0-0dts (Italia vince per sorteggio)
F Italia – Yugoslavia 1-1dts, ripetizione 2-0

Euro ’80: I gir. Spagna – Italia 0-0
II gir. Inghilterra – Italia 0-1
III gir. Italia – Belgio 0-0
F 3/4 Cecoslovacchia – Italia 1-1dts (9-8 ai rigori)

Euro ’88: I gir. Germania Ovest – Italia 1-1
II gir. Italia – Spagna 1-0
III gir. Italia – Danimarca 2-0
SF URSS – Italia 2-0

Euro ’96: I gir. Italia – Russia 2-1
II gir. Rep. Ceca – Italia 2-1
III gir. Germania – Italia 0-0

Euro 2000: I gir. Turchia – Italia 1-2
II gir. Italia – Belgio 2-0
III gir. Italia – Svezia 2-1
QF Italia – Romania 2-0
SF Italia – Olanda 0-0 dts (3-1 ai rigori)
F Francia – Italia 2-1dts (golden goal)

Euro 2004: I gir. Danimarca – Italia 0-0
II gir. Italia – Svezia 1-1
III gir. Italia – Bulgaria 2-1

Euro 2008: I gir. Olanda – Italia 3-0
II gir. Italia – Romania 1-1
III gir. Francia – Italia 0-2
QF Spagna – Italia 0-0dts (4-2 ai rigori)


/Fabio/

sabato 5 maggio 2012

Verso Euro 2012: REPUBBLICA CECA


La Storia

La prima nazionale a rappresentare a livello internazionale il territorio della Repubblica ceca fu la nazionale del Regno di Boemia, all’epoca facente parte dell’impero austro-ungarico. La Boemia giocò sette incontri amichevoli tra il 1903 e il 1908, i primi sei tutti contro l’Ungheria (anch’essa appartenente all’impero asburgico) e uno contro l’Inghilterra. Dopo la prima guerra mondiale, con la nascita ufficiale del nuovo stato della Cecoslovacchia, venne formata anche la relativa nazionale.

La Cecoslovacchia ha esordito ufficialmente nel 1920 con un perentorio 7-0 alla Yugoslavia e, nel corso della sua lunga storia durata fino al 1993, si è imposta come una delle nazionali più competitive del panorama europeo e mondiale, avendo raggiunto due volte la finale della Coppa del Mondo nel 1934 e nel 1962 (finali perse rispettivamente contro Italia e Brasile, dopo essere passata in vantaggio per prima in entrambe le occasioni), ma soprattutto cogliendo il trionfo europeo nel 1976, unico titolo di prestigio conquistato dal calcio cecoslovacco insieme all’oro olimpico vinto a Mosca quattro anni dopo. Nonostante abbia vinto poco, il calcio cecoslovacco ha sempre sfornato un gran numero di giocatori di talento nel corso degli anni. Nel 1934 la squadra che perse in finale ai supplementari dall’Italia di Vittorio Pozzo poteva contare su due goleador come Antonin Puč e Oldrich Nejedly (capocannoniere del torneo con 5 reti in quattro partite), mentre nel 1962 gli elementi di maggior talento di una squadra che si arrese solo all’imbattibile Brasile di quegli anni erano Josef Masopust e Adolf Scherer. Ai campionati europei la Cecoslovacchia detiene uno score invidiabile: tre sole partecipazioni con due terzi posti (1960 e 1980) e un titolo conquistato nella trionfale edizione del 1976. Fu quell’europeo la consacrazione di una scuola calcistica che ancora una volta presentava una squadra imbottita di talenti, dal portiere Ivo Viktor a Anton Ondrus, Zdenek Nehoda, Antonin Panenka, Frantisek Vesely e Jan Svehlik. La maggior parte di questi giocatori veniva dai due club più forti e popolari della Cecoslovacchia di allora, lo Slovan Bratislava e lo Slavia Praga. L’edizione del 1976 in Yugoslavia fu l’ultima con sole quattro squadre partecipanti impegnate in incontri di semifinale e finale. La Cecoslovacchia si qualificò eliminando Inghilterra e Unione Sovietica per poi realizzare un capolavoro prima in semifinale, dove sconfisse i vicecampioni del mondo dell’Olanda, gli inventori del calcio totale, 3-1 ai tempi supplementari e poi la Germania Ovest campione d’Europa in carica in finale, in quella che fu la prima finale importante conclusasi ai calci di rigore. La partita terminò 2-2 con la Cecoslovacchia che, in vantaggio due a zero dopo venti minuti, si fece riprendere dai tedeschi rischiando più volte il tracollo ma strinse i denti riuscendo a trascinare il match ai rigori. Qui l’errore decisivo fu di Uli Hoeness che sbagliò il quarto rigore per i tedeschi. Panenka realizzò quindi l’ultimo penalty con quello che è considerato il primo “cucchiaio” della storia. La Cecoslovacchia era campione d’Europa per la prima volta. Quattro anni dopo in Italia i campioni non riuscirono a ripetersi, ma ottennero comunque un ottimo terzo posto. La storia calcistica della Cecoslovacchia si concluse con un colpo di coda a Italia ’90. Nel mondiale delle “notti magiche” i cecoslovacchi riuscirono a raggiungere i quarti di finale arrendendosi solo di fronte alla Germania futura campione. Nel 1993 avvenne la scissione della Cecoslovacchia in Repubblica ceca e Repubblica slovacca. Le due nazioni iniziarono a giocare con due nazionali separate però solo l’anno successivo, al termine delle qualificazioni a Usa ’94.

La neonata Repubblica Ceca iniziò subito col botto: prima partecipazione a un torneo internazionale e fu subito finale a Euro ’96. La squadra ceca che comprendeva tanti giovani futuri campioni (su tutti Pavel Nedved e Karel Poborsky entrambi ben noti ai tifosi italiani, ma anche Radek Bejbl e Vladimir Smicer) affrontò ancora una volta la Germania in un nuovo atto di una sfida infinita. Passati in vantaggio grazie a un calcio di rigore clamorosamente inventato dall’arbitro italiano Pairetto, con il fallo avvenuto chiaramente fuori area, i cechi furono puniti da una doppietta del giovanissimo Oliver Bierhoff che permise ai tedeschi di trionfare grazie al golden goal. Da allora la Repubblica Ceca ha avuto una tradizione positiva agli Europei (sempre presente dal 96 a oggi, con un altro acuto nel 2004 dove raggiunse la semifinale trascinata dai gol di Milan Baros e Jan Koller), ma non altrettanto ai Mondiali (una sola partecipazione nel 2006 con eliminazione al primo turno). La clamorosa mancata qualificazione al mondiale sudafricano, in un gruppo sulla carta semplice che ha visto la vittoria dei cugini slovacchi, ha confermato il periodo non eccezionale del calcio ceco.

Il cammino verso Euro 2012

Il periodo che sta attraversando il calcio ceco non è dei migliori, i recenti insuccessi hanno costretto la squadra a ripartire dai giovani e si avverte la mancanza di esperienza e di veri e propri fuoriclasse. In tutto questo la Repubblica Ceca è stata favorita nelle qualificazioni da un girone decisamente alla portata con Scozia, Lituania e Liechtenstein oltre alla corazzata spagnola campione in carica. Dando per scontato il primato della Spagna, la Repubblica Ceca è riuscita a legittimare la seconda piazza seppur con qualche difficoltà (vedi la sconfitta in casa all’esordio con la Lituania e il pareggio decisivo strappato al ’90 in Scozia) con la consapevolezza però di non poter essere ripescata come migliore seconda essendo inserita in uno dei due gironi a cinque squadre e di doversi quindi affidare ai play-off. Qui ancora una volta il sorteggio ha favorito i cechi, opponendoli al Montenegro, squadra in crescita ma evidentemente non ancora pronta ad affrontare una grossa competizione. Due comode vittorie per 2-0 e 1-0 hanno assicurato alla Repubblica Ceca l’ennesima partecipazione ai Campionati Europei.

Il senatore di questa squadra è sicuramente il capitano Tomas Rosicky dell’Arsenal, elemento di maggior esperienza insieme al portierone del Chelsea Petr Cech. In difesa si segnalano Michal Kadlec del Bayer Leverkusen (curiosamente capocannoniere della squadra nel girone di qualificazione con 4 gol) e “l’italiano” Daniel Pudil in forza al Cesena. A centrocampo nomi noti sono quelli di Rosicky e Jaroslav Plasil (Bordeaux) insieme a Tomas Hubschman (Shakhtar Donetsk). In attacco arrivano i problemi: manca un vero e proprio goleador, tenendo presente che Baros è ben lontano dai livelli del 2004 quando fu capocannoniere del torneo. L’elemento più talentuoso è probabilmente Tomas Necid del CSKA Mosca. Altri giovani speranze sono Tomas Pekhart e il laziale Libor Kozak. Completano le file della squadra diversi elementi che militano in patria, soprattutto nel Viktoria Plzen, squadra che ha esordito quest’anno in Champions League.

La mia idea è che questa squadra ha sicuramente delle qualità, ma forse le manca qualcosa per essere davvero competitiva. Manca una vera stella, la Repubblica Ceca dovrà fare affidamento sul collettivo. Io sono abbastanza pessimista: certo il gruppo A (Polonia, Grecia, Russia) è molto equilibrato e le chances di passare ci sono per tutte e quattro le squadre, ma secondo me sarà già dura arrivare ai quarti per i cechi.

Risultati della Cecoslovacchia / Repubblica Ceca agli Europei

Euro ’60: SF Cecoslovacchia – URSS 0–3
F 3/4 Cecoslovacchia – Francia 2-0

Euro ’76: SF Cecoslovacchia – Olanda 3-1dts
F Cecoslovacchia – Germania Ovest 2-2dts (5-3 ai rigori)

Euro ’80: I gir. Cecoslovacchia – Germania Ovest 0-1
II gir. Grecia – Cecoslovacchia 1-3
III gir. Olanda – Cecoslovacchia 1-1
F 3/4 Italia – Cecoslovacchia 1-1dts (8-9 ai rigori)

Euro ’96: I gir. Germania – Rep. Ceca 2-0
II gir. Rep. Ceca – Italia 2-1
III gir. Russia – Rep. Ceca 3-3
QF Rep. Ceca – Portogallo 1-0
SF Francia – Rep. Ceca 0-0dts (5-6 ai rigori)
F Germania – Rep. Ceca 2-1dts (golden goal)

Euro 2000: I gir. Olanda – Rep. Ceca 1-0
II gir. Rep. Ceca – Francia 1-2
III gir. Danimarca – Rep. Ceca 0-2

Euro 2004: I gir. Rep. Ceca – Lettonia 2-1
II gir. Olanda – Rep. Ceca 2-3
III gir. Germania – Rep. Ceca 1-2
QF Rep. Ceca – Danimarca 3-0
SF Grecia – Rep. Ceca 1-0dts (silver goal)

Euro 2008: I gir. Svizzera – Rep. Ceca 0-1
II gir. Rep. Ceca – Portogallo 1-3
III gir. Turchia – Rep. Ceca 3-2


Lo storico rigore "a cucchiaio" di Panenka che consegnò il titolo europeo alla Cecoslovacchia: http://www.youtube.com/watch?v=KN6ClcMn7iI


/Fabio/

mercoledì 25 aprile 2012

Verso Euro 2012: Croazia


La storia


La nazionale croata fu fondata nel 1940, quando la regione era sotto il controllo nazista, e disputò amichevoli internazionali fino al 1944, prima che, al termine della guerra, tornasse a far parte della Jugoslavia.

La più forte nazionale a non aver mai conquistato titoli prestigiosi (ad eccezione di un oro, tre argenti e un bronzo olimpico), la Jugoslavia non riuscì mai ad andare oltre al quarto posto mondiale (ottenuto nel 1930 e nel 1962) e il secondo posto continentale (raggiunto nel 1960 e nel 1968), mettendo in mostra, soprattutto negli Anni Sessanta, una generazione di talenti tra i più interessanti d’Europa, tra cui l’attaccante della Dinamo Zagabria Drazan Jerkovic, uno dei più forti calciatori croati di sempre.

In occasione degli Europei 1992, la Jugoslavia era pronosticata finalmente vincitrice, grazie ai nuovi astri nascenti che avevano conquistato la Coppa del Mondo Under20 nel 1987. Tra essi, i più importanti, oltre al montenegrino Savicevic, erano di origine croata, come l’esterno Robert Jarni (in futuro visto con le maglie di Bari, Torino, Juventus e Real Madrid), il regista Robert Prosinecki (che avrebbe giocato una lunga carriera in Spagna, vestendo le maglie anche di Real Madrid e Barcellona), la punta Davor Suker (un futuro con Real Madrid e Arsenal, e nominato miglior calciatore croato degli ultimi cinquant’anni nel 2003) e il fantasista Zvonimir Boban (che avrebbe giocato con successo nel Milan). Boban, già escluso dai Mondiali 1990 a causa di un calcio tirato ad un poliziotto serbo nei violenti scontri durante il match tra Dinamo Zagabria e Stella Rossa Belgrado, era divenuto uno dei simboli dell’indipendentismo croato. La guerra civile che scoppiò nei Balcani, e che avrebbe portato allo smembramento della Jugoslavia, impedì alla Federazione di presentare la squadra al torneo continentale, ripescando l’eliminata Danimarca, che avrebbe poi vinto l’Europeo.

La Croazia fu, poi, la prima squadra a qualificarsi per un torneo internazionale, centrando la qualificazione agli Europei inglesi del 1996, dove arrivò fino ai quarti di finale.

Ai successivi Mondiali del 1998, poi, ai quali partecipò anche la Jugoslavia (intesa come nazionale serbo-montenegrina), la Croazia raggiunse un incredibile terzo posto, davanti all’Olanda, miglior piazzamento di sempre di una nazionale balcanica al torneo iridato. Decisivi i gol del capocannoniere del Mondiale Davor Suker, leader della squadra assieme a Boban e Prosinecki, i talenti privati della possibilità di consacrarsi nel 1992 che finalmente vedevano riconosciuto il proprio valore.

Il ricambio generazionale, però, costò la presenza agli Europei del 2000, che videro l’esordio della Jugoslavia e della Slovenia, e una deludente eliminazione al primo turno nel 2002, nel 2004 e ancora nel 2006. L’ascesa di una nuova generazione guidata da Niko Kranjcar valse i quarti di finale all’Europeo 2008, ma non fu in grado di ripresentarsi all’ultimo Mondiale.


Il cammino verso Euro 2012


L’esperto Stipe Pletikosa (Rostov, con un passato allo Shaktar Donetsk) guida dai suoi pali una difesa composta da giocatori di esperienza internazionale, del calibro di Dario Srna (Shaktar Donetsk), Verdan Corluka (Tottenham) e Danijel Pranjic (Bayern Monaco). Ma è a centrocampo che sta la fortuna della Croazia, con i giocatori tecnicamente più forti a gestire il gioco: Ivan Rakitic (Siviglia), Niko Kranjcar (Tottenham) e, soprattutto, Luka Modric, il regista del Tottenham e uomo di maggior valore della squadra. Davanti, le punte del Bayern Monaco e dello Shaktar Ivica Olic ed Eduardo sono i due principali terminali offensivi. Il ct Slaven Bilic ha a disposizione una formazione di valore e senza più l’inesperienza degli ultimi Europei, nei quali questi talenti si misero in mostra, ed è chiamato a dare prova dell’effettivo valore dei suoi ragazzi, che finora hanno fornito prestazioni altalenanti.

Come nel caso delle qualificazioni, quando, nonostante l’ottima partenza (vittoria per 3-0 in Lettonia), è stata fermata sul pareggio in casa dalla Grecia, che invece era partita abbastanza a rilento. La Croazia s’è riprese ancora in trasferta contro Israele, e poi battendo in casa Malta, ma la sconfitta a sorpresa in Georgia per 1-0 ha complicato i piani del ct Bilic, mentre la Grecia, lentamente e con risultati di misura, conquistava il primo posto nel girone.

Le nuove vittorie su Georgia, Malta e Israele, nei match di ritorno, hanno fatto tornare la speranza, che si è poi dissolta nella sconfitta per 2-0 ad Atene, che ha di fatto consegnato la qualificazione diretta ai greci. L’ultima vittoria sulla Lettonia ha rafforzato il secondo posto dei croati, non abbastanza però da risultare come migliore seconda. Kranjcar ha chiuso le qualificazioni con 4 reti segnate, miglior bomber del girone accanto a Yossi Benayoun di Israele.

La pratica qualificazione è stata, quindi, archiviata nel match d’andata degli spareggi, giocato in Turchia, nella quale la Croazia ha regolato i padroni di casa con un netto 3-0, chiudendo poi a reti inviolate il ritorno.


Risultati agli Europei

Euro ’96: I gir. Turchia – Croazia 0-1
 II gir. Croazia – Danimarca 3-0
III gir. Croazia – Portogallo 0-3
QF Germania – Croazia 2-1

Euro ’04: I gir. Svizzera – Croazia 0-0
II gir. Croazia – Francia 2-2
III gir. Croazia – Inghilterra 2-4

Euro ’08: I gir. Austria – Croazia 0-1
II gir. Croazia – Germania 2-1
III gir. Polonia – Croazia 0-1
QF. Croazia – Turchia 1-1 dcr 1-3


Valerio Moggia

venerdì 13 aprile 2012

Verso euro 2012: Ucraina

Storia

La nazionale di calcio nasce nel 1992 esordendo il 29 aprile in una sconfitta interna contro l'Ungheria(1-3). In precedenza i calciatori ucraini giocavano nell'URSS, ma dopo il 1992 e la breve esperienza della CSI, la nazionale russa fu indicata dalla FIFA e dall'UEFA come unica erede dell'URSS. In ogni caso L'Ucraina ha fornito alcuni dei giocatori più rappresentativi di quella nazionale, basti pensare che 3 fra i primi 5 marcatori sono ucraini: Oleh Blochin(miglior marcatore di sempre, con 42 reti, che vanta anche il record di presenze 112) Oleh Protasov e Viktor Kolotov. Inoltre tra i 20 convocati sovietici all'Europeo 1988 ben 9 erano ucraini, tra i quali anche Mychajlycenko che ricordiamo in forza alla Sampdoria dello scudetto. Anche l'allenatore di quella nazionale era ucraino: Lobanovs'kyj, considerato una vera e propria leggenda in Ucraina, tanto che Shevchenko, dopo aver vinto la Champions league con il Milan, lo omaggiò deponendo sulla sua tomba( era morto l'anno prima) la propria medaglia. Lobanovs'kyj inoltre fu un grande giocatore e allenatore della Dinamo Kiev, sicuramente la squadra più forte e famosa dell'Ucraina. Il club della capitale è stato anche protagonista di quella che è passata alla storia come Partita della morte: nel 1942 il paese era sotto l'occupazione nazista; conoscendo la fama della squadra i tedeschi decisero di giocare una partita tra una selezione ucraina composta da 8 giocatori della dinamo più 3 della Lokomotiv contro una selezione di soldati tedeschi, così il 9 agosto allo stadio Zenith di Kyev si affrontarono il Flakelf (la squadra della Luftwaffe) contro la Star(gli ucraini). Il primo tempo si concluse sul 3-1 per i padroni di casa; i militari tedeschi andarono nello spogliatoio ucraino ordinando ai calciatori di perdere la partita. Le minacce sembravano avere effetto tanto che i tedeschi riuscirono a pareggiare ma poi lo Start ebbe un moto di orgoglio e vinse la partita 5-3. Molti di quei giocatori pagarono caro quella vittoria: uno fu torturato e ucciso con l'accusa di essere una spia, gli altri furono portati nel lager di Sirets o uccisi di lì a un mese; i sopravvissuti furono solo due: Sviridoski e Goncharenko; proprio a quest'ultimo la Dinamo Kiev ha dedicato un monumento con la scritta “A uno che se lo merita”. Parlando invece di gioie più puramente sportive la Dinamo Kiev è stato il primo di un paese del blocco orientale a vincere una competizione UEFA la Coppa delle Coppe 1974-1975 e la successiva supercoppa Europea vinta contro la corazzata del Bayern Monaco; la squadra ebbe come protagonista Blochin che si guadagnò il pallone d'oro proprio quell'anno e allenata dal già nominato ct Lobanovs'ky entrambi erano presenti anche undici anni dopo quando la Dinamo vinse la sua seconda Coppa delle Coppe nella stagione '85-'86. Anche in ambito nazionale la Dinamo Kiev ha vinto moltissimo 13 campionati dell'URSS e 13 campionati dell'Ucraina, attualmente però il predominio nazionale gli è conteso dallo Shaktar Donetsk. A livello di nazionale l'Ucraina non ha fatto faville, infatti non ha mai giocato un Europeo e ha esordito ai mondiali solo nel 2006 riuscendo ad arrivare ai quarti di finale che rappresenta comunque un ottimo risultato per un'esordiente. Quello di quest'anno sarà anche l'esordio al campionato Europeo.

Cammino verso Euro 2012

L'Ucraina in quanto paese ospitante si è qualificata d'ufficio pertanto non ha giocato partite ufficiali, ma nelle amichevoli viene da un trend di 5 risultati utili consecutivi avendo vinto quattro partite contro Estonia, Bulgaria, Austria e Israele e pareggiando contro la Germania per 3-3. La squadra ha come ct il grande Blochin il quale ha decretato come obiettivo minimo il passaggio del turno, per farlo si affida all'esperienza di giocatori come Andriy Shevchenko, Anatoliy Tymoshchuk e Olexandr Shovkovskiy, ma anche a dei giovani come Yaroslav Rakitskiy, Andriy Yarmolenko e Yevhen Konoplyanka. La nazionale ospitante è stata inserita nel gruppo D dove affronterà Inghilterra, Francia e Svezia. Sebbene negli utlimi anni queste nazionali siano forti più di nome che di fatto, sono tutte e tre decisamente superiori ai gialloblu e quindi con ogni probabilità la nazionale casalinga non riuscirà a passare il turno e se riuscisse a fare 3 o più punti sarebbe da considerare un successo.

mercoledì 21 marzo 2012

Verso Euro 2012: Grecia

Storia


La nazionale greca gioca la sua prima partita ufficiosa il 28 agosto 1920 ad Anversa contro la Svezia perdendo 9-0. Il debutto ufficiale risale però a nove anni più tardi: il 7 aprile 1929 ad Atene giocò contro l'Italia perdendo 4-1. La Grecia durante il XX secolo non ha mai raggiunto traguardi importanti, tuttavia riuscì a partecipare agli europei 1980 in Italia. Questa prima apparizione non riserva grosse soddisfazioni, la squadra viene eliminata al primo turno e la cosa non può sorprendere in quanto come avversarie del girone aveva i campioni e i vicecampioni di Euro '76, rispettivamente Cecoslovacchia e Germania Ovest, e i vicecampioni del mondo in carica: l'Olanda. L'esordio non fu dei peggiori: persero 1-0 contro l'Olanda che segnò l'unica rete dell'incontro grazie ad un rigore al 65° minuti. Nella seconda partita giocata contro i campioni d'Europa della Cecoslovacchia il passivo fu più pesante: un 3-1 che eliminò i Greci dalla competizione.

Nonostante l'eliminazione, la nazionale greca si tolse la soddisfazione di fare 1 punto pareggiando 0-0 con la Germania Ovest nella terza e ultima partita; quello sarà tra l'altro l'unico incontro dell'europeo che i tedeschi non riuscirono a vincere. L'unico gol della Grecia nell'Europeo italiano fu segnato da Anastopoulos che in Italia questo calciatore è famoso per altri motivi: nell'estate 1987 fu ingaggiato dall'Avellino e presentato dalla stampa addirittura come “Sceso dall'Olimpo”. Purtroppo per gli irpini le prestazioni disattesero le presentazioni: collezionò 19 presenze e 0 gol entrando di diritto nel novero dei bidoni che, a partire dagli anni '80, hanno calcato i campi da gioco della serie A. Con la nazionale però il fiuto del gol era decisamente migliore: con 29 reti è il marcatore più prolifero della storia della nazionale ellenica.
Nel 1994 la Grecia riuscì ad esordire ai mondiali USA dove però fece un disastro: 0 vittorie, 0 gol fatti e 10 subiti. Nulla lasciava presagire ciò che sarebbe accaduto 10 anni più tardi.12 giugno 2004, Portogallo: a Oporto si giocava la partita inaugurale dell'Europeo tra i padroni di casa e la Grecia. I portoghesi si aspettavano una vittoria facile contro gli inesperti greci. Gli ellenici però erano arrivati in Portogallo vincendo il proprio girone di qualificazione davanti alle più quotate Spagna e Ucraina. Che fossero una squadra insidiosa lo dimostrarono presto: dopo appena 7 minuti un gol di Karagounis zittì il “Do Dragao” e alla ripresa un rigore lanciò gli ospiti sul 2-0. Un gol al 90° di un giovane Cristiano Ronaldo accorciò il passivo ma non evitò la sconfitta. Nella seconda partita i Greci riuscirono a pareggiare contro la Spagna, rimandando la qualificazione alla terza e ultima partita. La Grecia giocava con la Russia che giocava solo per l'orgolglio in quanto già eliminata dal torneo. La Russia vinse 2-1 ma grazie alla vittoria sulla Spagna del Portogallo gli ellenici si qualificarono grazie al maggior numero di gol segnati rispetto alla Rocha. La favola greca stava prendendo forma, ma ora cominciavano le difficoltà maggiori: gli scontri diretti non ammettevano scivoloni. Il primo avversario furono i francesi campioni d'europa in carica. Un colpo di testa di Charisteas al 65° regalò il vantaggio ai greci, che poi controllano il risultato ed eliminano la Francia, accedendo per la prima volta nella storia alle semifinali. Ormai la cenerentola si era trasformata in principessa: bisognava vedere se e quando la mezzanotte sarebbe arrivata. La semifinale fu giocata il 1° luglio a Oporto: avversaria della Grecia era la Repubblica Ceca di Nedved una delle favorite del torneo. I tempi regolamentari furono abbastanza noiosi e si conclusero sullo 0-0. Anche il primo tempo supplementare regalò poche emozioni fino all'ultimo minuto: Traianos Dellas segnò in seguito ad un calcio d'angolo. Il primo tempò supplementare finì lì e grazie alla regola del silver gol non ci fu bisogno di un secondo tempo: la Grecia era arrivata in finale, dove avrebbe affrontato i padroni di casa, già sconfitti all'esordio.
Il 4 luglio a Lisbona si disputò la finalissima: il Portogallo era deciso a non sottovalutare l'avversario e la Grecia ormai era convinta dei propri mezzi e i giocatori si erano resi conto che il sogno era possibile. Al dodicesimo del secondo tempo Charisteas segnò l'1-0 e da quel momento i greci si chiusero in difesa per salvare il risultato. Col passare dei minuti il muro greco non cedeva, e sui portoghesi aumentavano le pressioni e diminuiva la lucidità. Nonostante la naturale paura della beffa negli ultimi minuti gli ellenici resistettero e dopo 5 minuti di recupero l'arbitro Markus Merk emise il triplice fischio: la Grecia era campione d'Europa. Non ci fu mezzanotte per quella Cenerentola. Nonostante il trionfo portoghese però i Greci non si imposero come nuova potenza calcistica: fallirono la qualificazione ai mondiali tedeschi del 2006; centrarono invece quella agli europei 2008 e ai mondiali 2010 ma in entrambe le occasioni finirono l'avventura al primo turno. In Austria e Svizzera persero addirittura tutte e tre le partite. Non sono molti i giocatori greci degni di fama tra i quali però troviamo Anastopoulos, Karagounis, Zagorakis e Dellas che hanno giocato in Italia con Avellino; Inter; Bologna; Perugia e Roma. Altri giocatori importanti sono ovviamente il match winner della finale di Lisbona Charisteas, il portiere Nikopolidis che proprio in Portogallo mantenne inviolata la propria porta per 343 minuti, dal 17° di Russia-Grecia fino alla fine del torneo. Inoltre sono da ricordare Katsouranis e Basinas.

Il cammino verso Euro 2012


La Grecia era inserita nel gruppo F insieme a Croazia, Georgia, Israele, Lettonia e Malta. Con 7 vittorie e 3 pareggi si è imposta nel girone senza subire sconfitte. Le vittorie sono state tutte di misura eccetto un 3-1 contro Malta e un 2-0 contro Croazia entrambi in casa. Da segnalare che la vittoria esterna in Georgia dell'11 ottobre 2011 è stata la numero 100 della nazionale greca alle qualificazioni per gli europei. Durante tutto il girone il CT Santos ha utilizzato 32 giocatori tra i quali ci sono stati ben nove esordienti. Il CT porteghese punta quindi al mix tra esperienza e gioventù che finora ha portato numerose soddisfazione. Altro dato interessante : Giannis Fetfatzidis, Kyriakos Papadopoulos, Vassilis Torossidis con 2 reti segnate sono stati i capocannoniere in queste qualificazioni e oltre a loro 8 giocatori sono andati a bersaglio per una volta soltanto. Nel complesso dunque 14 gol per 11 marcatori. Tutti questi dati fanno intendere che la Grecia si basa sul collettivo per sopperire alla mancanza di un fuoriclasse. L'espertissimo Karagounis è stato il faro di queste qualificazioni giocando tutti e 10 gli incontri dall'inizio alla fine. A fargli compagnia il trentunenne Dimitris Salpingidis che ha giocato tutte le partite ma non sempre dall'inizio. Katsouranis, Samaras, Papastathopoulos, Papadopoulos, Torossidis e Ninas sono gli altri giocatori che hanno giocato 7 o più partite. Un po' di gloria in queste qualificazioni l'ha avuta Charisteas che ha segnato una rete nell'unica sua presenza.

Inserita nel gruppo A dei prossimi europei, la Grecia se la dovrà vedere con Polonia, Russia e Repubblica Ceca. Il girone è incerto poichè, se si eccettua la Repubblica Ceca che sulla carta è più forte(ma a mio parere non tanto da poter stare tranquilla), le altre tre squadre hanno livelli simili e in più la Polonia ha il non trascurabile fattore casa: proprio la gara inaugurale sarà contro i padroni di casa e questo comporta bei ricordi nei greci, ma la scaramanzia nel calcio non sempre conta e quest'anno non credo che la Grecia possa aspirare ai quarti di finale.

Partite della Grecia agli Europei


Euro '80: I gir. Grecia-Olanda 0-1


II gir. Grecia-Cecoslovacchia 1-3


III gir. Grecia-Germania 0-0


Euro '04: I gir. Grecia-Portogallo 2-1

II gir. Grecia-Spagna 1-1

III gir. Grecia-Russia 1-2

QF. Grecia-Francia 1-0

SF. Grecia-Rep. Ceca 1-0

F. Grecia-Portogallo 1-0

domenica 18 marzo 2012

THE ICEMAN'S WAY

Universalmente riconosciuto come uno dei migliori piloti della Formula 1 del nuovo millennio, Kimi Raikkonen, nato ad Espoo il 17 ottobre 1979, ha una storia da enfant prodige nell'ambito automobilistico: mosse i primi passi nel kart, a vent'anni approdò nel campionato britannico di Formula Renault, con il team Manor. L'anno successivo conquistò il titolo grazie a 7 vittorie su 10 gare, 7 pole e 6 giri veloci.
Nello stesso anno, gareggiò anche nella Formula Renault internazionale, dove catturò l'attenzione di Peter Sauber, titolare dell'omonima scuderia, che decise di farlo debuttare nel 2001 in Formula 1, dopo una serie di test esaltanti, in cui i tempi sul giro del finlandese furono a dir poco eccellenti: per la prima volta nella storia esordiva in Formula 1 un pilota che aveva disputato sino a quel momento solo 23 gare, nessuna delle quali in formule propedeutiche, quali la Formula 3 o Formula 3000.
Il debutto in Formula 1 risale al Gran Premio di Australia del 2001 e fu un debutto strepitoso: il pilota finlandese guidò con una superlicenza, una sorta di contratto a breve termine, con la quale aveva la possibilità di correre per sei mesi con la Sauber-Petronas. Kimi concluse il GP australiano al sesto posto, conquistando, con una macchina non certamente appartenente ai top team, il suo primo punto mondiale. Il contratto gli fu prolungato per tutta la stagione e Raikkonen ripagò la fiducia con 9 punti complessivi (ricordiamoci che all'epoca il primo prendeva 10 punti, il secondo 6, il terzo 4, il quarto 3, il quinto 2 e il sesto 1), concludendo decimo nella classifica iridata.
Data la sua ottima stagione come debuttante, quella volpe di Ron Dennis lo volle alla McLaren per sostituire il connazionale Mika Hakkinen, ritiratosi nel 2001 dopo una carriera straordinaria coronata da 21 successi e due titoli mondiali (1998 e 1999).
Al debutto con la nuova scuderia, colse il primo podio della carriera giungendo 3º nel GP d'Australia, ed ottenendo il giro più veloce. Nel Gran Premio di Francia a Magny-Cours sfiorò la prima vittoria ma, a pochi giri dalla fine, scivolò su una macchia d'olio non segnalata: primo episodio sfortunato di una carriera che di sfortuna ne ha conosciuta parecchia. Nonostante ottime prestazioni, Kimi accumulò solo 24 punti a causa di 11 ritiri dovuti a guasti tecnici della vettura, dimostrando di essere più veloce del compagno David Coulthard nella maggior parte delle occasioni.
Il 2003 per Räikkönen fu estremamente positivo: pur disponendo della vettura dell'anno precedente leggermente modificata, (la MP4/18 non gareggiò mai) si giocò la vittoria del mondiale sino all'ultima gara. Dopo un terzo posto iniziale ottenuto nel Gran Premio d'Australia, in Malesia arrivò la prima vittoria in carriera. Nel Gran Premio del Brasile venne dato per vincitore ma nei giorni successivi la vittoria fu assegnata a Giancarlo Fisichella per un errore dei commissari: una vittoria, un secondo e un terzo posto, un inizio di campionato a dir poco entusiasmante.
La stagione continuò con buoni risultati, ma la vittoria in Malesia non fu bissata. Nel frattempo Schumacher e Montoya a suon di vittorie si contendevano il titolo. Grazie ai numerosi podi conquistati, Raikkonen rimase aggrappato alla lotta per il titolo mondiale fino all'ultimo gran premio. Alla fine della stagione si classificò 2º con 91 punti complessivi, solamente due in meno del pluricampione tedesco e davanti al colombiano, arrivando secondo (dietro a Barrichello) nell'ultima gara della stagione.
Il 2004 fu un anno difficile, dove Kimi conquistò un solo GP (quello del Belgio) e pochissimi podi ma l'anno successivo dopo un inizio in salita, dimostrò di poter lottare per il mondiale con il rivale Fernando Alonso. Il finlandese, nonostante un forte ritardo dalla vetta del mondiale dopo le prime quattro gare, riuscì a ridurre il distacco con due vittorie consecutive in Spagna e a Monaco, ed altre quattro in Canada, Ungheria, Turchia (nella prima edizione del GP) e Belgio (riconfermando la vittoria del 2004) . Nel Gran Premio d'Europa fu però vittima di un cedimento alla sospensione quando era leader della gara ed avrebbe potuto compiere il sorpasso su Alonso; il finlandese fu spesso colpito da rotture al propulsore ed è stato più volte costretto a rimontare, riuscendo comunque a portarsi per ben 7 volte sul primo gradino del podio. La stagione si concluse poi con una esaltante vittoria in ,Giappone ottenuta a seguito di una delle più belle gare della sua carriera. Partendo 17º in griglia, si rese subito protagonista di una serie di straordinari sorpassi, anche ai danni di sua maestà Michael Schumacher e del già laureato campione del mondo Fernando Alonso. Riuscì a portarsi alle spalle di Giancarlo Fisichella e a 5 giri dalla fine e completò la sua rimonta compiendo un bellissimo sorpasso all'esterno della prima curva, a danni del romano.
In questa stagione su 19 gare ha ottenuto ben 10 giri veloci in gara, record assoluto detenuto a pari merito con Michael Schumacher.
Nel 2006 la mancanza di affidabilità e di competitività della McLaren lo esclusero subito dalla lotta per il titolo mondiale: Kimi non riuscì a vincere nessun Gran Premio, conquistando ugualmente 65 punti e 3 pole position.
Il 2007 è l'anno del pilota finlandese: passato alla Ferrari per sostituire Schumacher, Kimi non delude le aspettative, nonostante una stagione non certo facile; la vittoria finale del titolo arriva infatti dopo una rimonta straordinaria. La pole, il giro veloce e la vittoria conquistate al debutto con il Cavallino, lo pongono accanto a delle leggende della scuderia di Maranello come Fangio e Mansell, unici prima di Kimi a conquistare l' hart-trick al primo GP della stagione con la Rossa. Le successive gare furono travagliate sia per errori del pilota sia per la scarsa affidabilità della Ferrari; solo con l'estate Raikkonen riuscì a conquistare due vittorie in Francia e Gran Bretagna che lo rilanciarono in ottica iridata, nonostante avesse accumulato uno svantaggio importante.
Dopo la vittoria in Belgio e il terzo posto in Giappone, a due gare dalla fine i punti da recuperare erano 17 su 20 disponibili; ciò che accadde nelle ultime due gare ha dell'incredibile: due vittorie di Kimi, con un ritiro e un settimo posto di Hamilton, e due terzi posti di Alonso (anche lui coinvolto nella lotta mondiale), portarono Iceman a vincere il campionato. Prima dell'ultima gara ironicamente si diceva che per vincere il mondiale Raikkonen avrebbe dovuto vincere il GP e nel contempo un meteorite sarebbe dovuto cadere nel box McLaren: a quanto pare il miracolo è accaduto...
Le ultime stagioni in Formula 1 del pilota finlandese non furono esaltanti: in due anni riuscì ad ottenere solo tre vittorie e otto podi. Da sottolineare le vittoria sul circuito di Spa, suo tracciato per eccellenza, nell'agosto del 2009, che lo proclamò “The King of Spa” essendo il pilota ad aver vinto più GP in Belgio (ben quattro).
Il 29 novembre 2011 dopo due anni lontano dal circus, viene ufficializzato il suo ritorno in Formula 1 alla guida della Lotus, per cui firma un contratto biennale a partire dalla stagione 2012. Il 24 gennaio 2012 è tornato in pista ufficialmente nei test di Jerez.

DICONO DI LUI
“Quando vedi Kimi in azione hai la percezione di quanto bravo sia. Ci sono tanti aspetti da prendere in considerazione in Formula 1 per valutare un campione, non ci si deve limitare a fare un giro veloce”. Questa l'opinione del responsabile delle attività in pista del team Lotus Permane.
Una bella provocazione nei confronti del pilota Lotus GP arriva da arriva da un ex pilota Gerhard Berger. : "E’ un gran personaggio ma per tornare competitivo deve ridurre la vodka!” Secondo Berger, il pilota finlandese avrebbe avuto negli ultimi tempi un approccio un po’ troppo allegro alla professione di pilota. D'altronde Kimi è così, amante della bella vita, ma ciò non toglie nulla al suo immenso talento, coronato da una dose di freddezza fuori dal comune, che gli ha valso il soprannome di Iceman.
Sentite cosa dice invece Damon Hill. campione del mondo 1996, ad Autosport: “Kimi è un grande. Ha già vinto un titolo mondiale ed ha la possibilità di puntare a vincere anche altri due. Quando si presenterà ai nastri di partenza della stagione 2012, il biondo di Espoo avrà 33 anni. Non crediamo che voglia invecchiare troppo in Formula 1. Tuttavia, qualora lo desiderasse, potrà disputare almeno altre 4-5 stagioni a grande livello. Se la Lotus lo asseconderà, sarebbe folle sottovalutarlo per il medio periodo”.
Allora in bocca al lupo Iceman!

>>FEDE