sabato 15 ottobre 2011

Tu sei tutto quello che...Storia di un capitano

E’ di Javier Adelmar Zanetti il record di presenze con la maglia nerazzurra dell’ F.C. Internazionale di Milano tra campionato italiano, Coppa Italia, Supercoppa Italiana, Champions League, Coppa Uefa e le recenti apparizioni in Supercoppa Europea e Mondiale per Club (2010). Il precedente record di 756 apparteneva a Giuseppe Bergomi “lo zio”, grande capitano nerazzurro dal 1992 al 1999.
Chi nel 1995, anno di approdo di Zanetti all’Inter , avrebbe mai detto che questo giocatore dai capelli mai spettinati e dal forte accento latino-americano sarebbe rimasto alla Beneamata fino all’età di 38 anni, indossando dal 1999 la fascia da capitano e vincendo 16 trofei in 16 anni, diventando così il capitano nerazzurro più vincente della storia?
Eppure “Il Trattore”, così soprannominato per la sua capacità di effettuare coast to coast dalla propria difesa all’area avversaria palla al piede, dribblando ogni avversario che si presenti di fronte a lui, si inserisce perfettamente, come il pezzo mancante di un puzzle, nel ricchissimo elenco di figure centrali per la storia del mondo interista e più in generale per il calcio nazionale ed internazionale: pensiamo al primo storico capitano nerazzurro Virgilio Fossati o a Giuseppe Meazza primo grande “divo” del calcio italiano, o ancora a Benito “veleno” Lorenzi, fino a giungere all’epoca della “Grande Inter” capitanata da Armando Picchi, uomo di correttezza inestimabile in campo e fuori, per non parlare di Giacinto Facchetti, grande campione eletto a simbolo di eleganza calcistica e costante punto di riferimento per la sua onestà senza bandiera. A questo invidiabile elenco si aggiungono i nomi di Walter Zenga, portierone sempre nei cuori e nei cori dei tifosi nerazzurri, Beppe Bergomi, simbolo di fedeltà per la sua carriera trascorsa tutta con la maglia di un solo colore, e appunto Javier Zanetti, una vita con il numero 4 cucito sulla casacca nerazzurra e la fascia da capitano sul braccio sinistro.
La carriera di Zanetti ha inizio nel 1992/93 nel Tallares, la stagione successiva passa al Banfield, dove rimarrà fino al 1995, per poi arrivare all’età di 22 anni a giocare con la sua compagna di una vita, l’F.C. Internazionale, con cui esordisce il 28 agosto contro il Vicenza: il suo score ci dice 760 presenze e 21 gol.
Anche con la nazionale argentina, di cui è stato il capitano fino al 2008, vanta il maggior numero di presenze: ben 145 e 5 gol dal 16 novembre 1994, giorno del suo esordio in un’amichevole contro il Cile, fino alla recentissima Copa America (giugno 2011). All’elenco “vittorie con la nazionale” vanno inserite la medaglia d’oro alla XII edizione dei Giochi Panamericani e la medaglia d’argento alle Olimpiadi di Atlanta nel 1996.
Grandissimo calciatore, uomo eccezionale, “il capitano” ha istituito nel 2006 la Fondazione Pupi , con lo scopo di raccogliere fondi per aiutare ed istruire i bambini socialmente più svantaggiati e diversamente abili in una zona estremamente povera della Repubblica Argentina. Questo il suo discorso a Pistoia il 12/12/2006: «Ho avuto un'infanzia difficile, e anche se oggi non vivo nel mio paese, conosco profondamente la situazione che sta attraversando e l'effetto che questo ha sui bambini più poveri. […] Da questa convinzione è nata l'idea di costituire una Fondazione che, raccogliendo aiuti, potesse mirare principalmente a soddisfare bisogni fondamentali come l'alimentazione, l'educazione, l'igiene e la cura dei bambini». Dal 2006 è anche ambasciatore di SOS Villaggi dei bambini, un’associazione ONLUS per i diritti dell’infanzia.
Sempre stimato da tutti i suoi compagni, che considerano “Pupi” un punto di riferimento essenziale in mezzo al campo; uomo-spogliatoio ed educatore eccezionale per i più giovani, esempio di impegno costante in partita così come in allenamento: mai una palla sprecata, giocate sempre intelligenti, sacrificio per la squadra, lotta su ogni centimetro quadrato dal campo; idolo indiscusso dei tifosi nerazzurri: è tutto questo il calciatore Javier. Di lui si ricorda solo uno screzio con gli allenatori: era il 1997, finale di coppa Uefa contro lo Shalke 04 poi persa ai rigori dalla squadra di Milano. L’allora allenatore dell’Inter, Roy Hodgson, sostituì “il Trattore”, scatenando la grande amarezza di Zanetti, che mai avrebbe voluto chiudere anticipatamente un match così importante. Tutti gli allenatori avuti con la maglia nerazzurra lo ricordano sempre disponibile a sacrificarsi per il bene della squadra, mai stanco di successi, simbolo di impegno straordinario in campo e nel sociale, praticamente perfetto, tanto che l’unica cosa che ha voluto dirgli Josè Mourinho il giorno del raggiungimento del suo record con l’Inter è stata: «Grazie per avermi permesso di avere una piccolissima parte nella tua fantastica storia».
Javier Zanetti ha prolungato il contratto con la squadra milanese fino al 2013: finche lui ci sarà, le bandiere nel calcio non cesseranno di esistere.
>>FEDE

http://www.youtube.com/watch?v=HdkVsp9t-9s&feature=related: Zanetti conquista il record di presenze(2011)
http://www.youtube.com/watch?v=ISU0ySqp-mk&NR=1: l'arrivo di Javier all'Inter (1995)

3 commenti:

  1. Che bello! *_* Sei unico, Capitano..

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  2. Stupendo.. *_* Non ho parole.. <3

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  3. Hodgson è un coglione xD
    Comunque ottimo articolo =)

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