mercoledì 28 marzo 2012

STAY TUNED! COLORI aD(a)OLIO

Premessa
Questo articolo, diversamente dal precedente, non vuole fornire una serie di informazioni sul cantante in questione, ma aspira ad essere un tentativo di ricostruire in modo del tutto personale le caratteristiche ritenute salienti della sua opera di musicista, pittore, uomo. È un esperimento e in quanto tale sarà pieno di difetti e noncuranze. Nella speranza che vogliate assecondare la mia buona volontà, vi auguro buona lettura.


Chiazze





Cavalli si drizzano da tronchi d’albero chiedendo libertà legati
alla natura solida di radici che affondano verso
un incerto dirupo pendente


Mani di corteccia stringono terra e cielo. Incontro di
culture che mettono in comune e
diverse si ritrovano mani
che si librano e
ritornano verso la Madre.


Feto di notte di luna calante cullato dalla fredda alma calma di mare


Questo può essere ancora Augusto Daolio, novello a Novellara il 18 febbraio 1947, notte di lotta di gelo e brina con la Madre, forse scomparso da questo mondo il 7 ottobre 1992, ma non da quello dell’arte dei sensi, resi suoni parlati e sensati, intonati con un timbro bramoso di esprimere e spremersi in canti di mercanti e di servi, di figli di fiori frenati da infernali film futuristici, di morti di miti mutati col mondo, di amori morenti che maturano di nuovo.




Sono i suoi quadri e le sue canzoni, portate al successo con la collaborazione di grandi autori e del complesso cui Augusto apparteneva, i NOMADI, a parlarmi di lui ancora adesso, mentre un voi non indentificato né quantificato forse si annoia o forse si incuriosisce tentando di leggerne una storia, una delle tante che tanti hanno tentato di tracciare.


Io non so niente di Augusto Daolio, ma ho sentito più volte una voce “intonata e strana” emanare forti vibrazioni dallo stereo di camera mia mentre un compact disc dal titolo “D’amore e d’altre storie” grattava con furia silenziosa. Non potevo certo rimanere indifferente a tanto talento, per cui mi sono informata e ho scoperto da fonti inattendibili che era un ragazzo insofferente alle regole e allo studio scolastico ma affamato di cultura, di arte, di pittura e di musica, coltivate in una cittadina emiliana dove imparò “che film” è “la vita” e il desiderio di fuga verso altri mondi si impadronì di lui.

Con certezza Augusto cantava che il nostro, di mondo, continuerà a esistere, anche senza di noi, anche senza di lui: “Il vento d’estate che viene dal mare / intonerà un canto tra mille rovine / tra le macerie delle città / tra case e palazzi che lento il tempo sgretolerà / Tra macchine e strade / risorgerà il mondo nuovo / ma NOI NON CI SAREMO”.

Allora cosa si può fare per lasciare un segno anche “per quando noi non ci saremo”? Scripta manent, Augusto lo sa bene. Ma se non ha voglia di scrivere Augusto disegna rami, cortecce, lune, uomini, cavalli, e se non ha voglia di disegnare, di “vuotare un pieno” che è dentro di lui “e preme”, allora viaggia per questo mondo così fragile e potente, risorsa inestimabile, ricchezza di umanità, uomini e no.


Ogni viaggio è mani, occhi, sorrisi, abbracci, baci, lacrime, che purtroppo piangeranno il 7 ottobre 1992, quando Augusto dovette lasciare tutto questo portato via da una malattia incurabile a soli 45 anni.


Ma la cura è il blu su cartone telato che apre a nuova vita i suoi fiori, senza farli appassire, senza farli morire. Perché c’è un mondo dove la morte fisica non ostacola, dove la presenza di Augusto si fa ancora sentire, un mondo fatto di terra, erba, aria, rami, cortecce, radici, occhi, orecchie, mani.


Ognuno di noi “è responsabile della bellezza e della bruttezza” di questo mondo, da cui Augusto tentava di fuggire ma a cui è rimasto per sempre vincolato. Renderlo il più bello possibile anche “per quando noi non ci saremo”, come ha fatto, a suo modo, il santone di Novellara, piccolo e grande, giusto e sbagliato, sano e malato, pittore e cantante, politico e commerciale.

Lui ha già visto quella “sfera di fuoco più grande del sole, più vasta del mondo”, paradiso dantesco di luce e colori. Anche ad olio.



Roby <^>

Per vedere i quadri descritti dai versi: 1.http://www.augustoperlavita.it/quadri/Quadro17.jpg

2.http://www.augustoperlavita.it/quadri/Quadro20.jpg

3. http://www.augustoperlavita.it/quadri/Quadro04.jpg

NOI NON CI SAREMO
http://www.youtube.com/watch?v=9RC7Yx08s5Q

2 commenti:

  1. Preferisco di gran lunga il terzo. Bell'articolo Roby.

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